I laghetti, di origine artificiale, sono sei, tra loro collegati al fiume da chiaviche, aperti alla pesca sportiva “no kill”, per cui ogni pesce catturato viene rilasciato in acqua. “I laghetti sono abitati da pescegatti, trote, storioni, carpe, temoli russi, e tanti altri pesci, alcuni anche di mare, in quanto l’acqua è salmastra“, racconta Andrea, 35 anni, che li ha “censiti” e curati fin dal loro arrivo. “Abbiamo preso in gestione i laghetti a maggio di quest’anno e a tutt’oggi ci hanno visitato un migliaio di persone circa, anche stranieri, arrivati grazie al passaparola e ai social network, un buon esito che fa ben sperare per il futuro”, racconta Claudia, 27 anni, laureata in Scienze sociali, appassionata di musica. Che coltiva organizzando, nello spazio verde ben curato che circonda i laghetti, dei pomeriggi con spettacoli musicali dal vivo.
Tra grigliate e wake park. “A chi lo desiderasse, siamo in grado di offrire su prenotazione delle grigliate di carne, in futuro ci piacerebbe aprire di più al mondo della ristorazione, ma è ancora prematuro parlarne, abbiamo già investito nell’attività tutti i nostri risparmi e dunque dobbiamo essere cauti“, raccontano all’unisono. Adiacente ai laghetti di pesca sportiva, c’è un altro specchio d’acqua in cui altri giovani, in felice collaborazione d’intenti con Natural Impact Project, offrono attività di wakeboard, sport acquatico che nasce dalla fusione tra sci nautico e snowboard, per cui, grazie a un cavo trasportatore e alcuni ostacoli, chi si cimenta riesce a compiere salti e acrobazie sull’acqua.
Filed under: Argav | Tagged: Argav, Direttivo Argav, Natural Impact Project Jesolo | Leave a comment »


