
Le nuove norme sul biologico, che dovranno essere formalmente approvate dal Consiglio UE prima di essere applicate, arrivano dopo quattro anni di negoziato ed entreranno in vigore a partire dal 2021.
Il regolamento prevede controlli annuali antifrode per tutti gli operatori della filiera del bio, quindi non solo agricoltori, con le ispezioni che diventano a cadenza biennale per chi risulta in regola per tre anni di fila. I produttori con aziende di piccole dimensioni potranno aggregarsi e ottenere una certificazione bio di gruppo, riducendo i costi. Potranno continuare a essere usate sementi convenzionali, ma sarà creato un database europeo per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di quelli bio. Le aziende agricole che producono sia prodotti convenzionali che biologici continuano a essere autorizzate, mentre sulle importazioni viene sancito il principio che prodotti bio provenienti da Paesi terzi debbano rispettare gli standard europei e non solo, come oggi, essere ad essi equivalenti. Numerose sono però le deroghe a questo principio che, per esempio, non viene riconosciuto per gli accordi commerciali bilaterali.
Europarlamentari italiani, voto contro il provvedimento. I prodotti che accidentalmente vengono contaminati da pesticidi non autorizzati nel settore biologico potranno continuare ad avere la certificazione. I Paesi che, come l’Italia, hanno un meccanismo di decertificazione automatico potranno mantenerlo, ma non impedire la commercializzazione nel proprio mercato di prodotti di altri Paesi europei che si comportano diversamente. Quest’ultimo aspetto, insieme alle numerose deroghe al principio di conformità dei prodotti importati, hanno spinto gli europarlamentari italiani a votare contro, confermando l’orientamento già espresso dagli eurodeputati della Commissione agricoltura.
In dettaglio le nuove regole approvate. Garantire l’alta qualità dei prodotti biologici attraverso controlli rigidi e basati sul rischio di contaminazione lungo tutta la catena di approvvigionamento. Grazie all’insistenza del Parlamento, i controlli saranno effettuati in sede per tutti gli operatori, annualmente di regola o ogni due anni se nessuna irregolarità è stata riscontrata nel corso di tre anni. Tutti i prodotti importati da Paesi extra UE dovranno rispettare gli standard dell’UE. Le attuali norme in materia di “equivalenza”, che impongono ai Paesi terzi di conformarsi a norme simili ma non identiche, saranno eliminate entro cinque anni dall’entrata in vigore. Aumentare l’offerta di semi biologici per soddisfare i bisogni degli agricoltori: le deroghe che permettono l’utilizzo di semi convenzionali nella produzione biologica saranno eliminati entro il 2035. Aziende agricole miste per incoraggiare la produzione: le aziende agricole che producono sia prodotti convenzionali che biologici continuano a essere autorizzate, a condizione che le due attività agricole siano chiaramente ed efficacemente separate.
Certificazioni più facili per i piccoli coltivatori. Le certificazioni di gruppo permetterebbero ai piccoli coltivatori che si convertono al biologico di risparmiare soldi e tempo. Evitare la contaminazione da pesticidi chimici o fertilizzanti sintetici. Misure precauzionali: i coltivatori e altri operatori nella catena di approvvigionamento saranno obbligati ad applicare una serie di misure per evitare la contaminazione; se si sospetta la presenza di un pesticida o un fertilizzante non autorizzato, il prodotto finale non potrà essere etichettato come biologico fino ad ulteriori indagini; se la contaminazione risulterà volontaria o se l’operatore non ha applicato le misure precauzionali, il prodotto perderà lo status di alimento biologico. Gli Stati Membri che al momento applicano soglie massime per le sostanze non autorizzate nei cibi biologici, come pesticidi, potranno continuare a farlo, a condizione che permettano ai prodotti biologici provenienti da altri Paesi UE e che rispettano le regole dell’Unione di entrare nel loro mercato. Valutazione dell’efficacia. Quattro anni dopo l’entrata in vigore di questo regolamento la Commissione valuterà l’efficacia delle norme europee contro la contaminazione e le soglie nazionali e, se necessario, elaborerà un progetto di legge per armonizzarle.
Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura Europa
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