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Etichettatura alimenti, sì alla semplificazione ma resta l’obbligo di indicare se ci sono Ogm

È stato corretto il Decreto Legge ‘Semplificazioni’ nella parte che eliminava dalla norma l’obbligo di scrivere in etichetta se un prodotto alimentare contiene Ogm.

Un emendamento ad hoc, a firma degli stessi relatori nelle Commissioni affari costituzionali e lavori pubblici del Senato, ha infatti specificato che le norme “sono fatte salve le prescrizioni previste dalla normativa europea relative agli obblighi di tracciabilità e di etichettatura dei prodotti contenenti organismi geneticamente modificati”. Con questa novità viene dunque chiarito che la normativa europea sugli Ogm in etichetta dovrà comunque essere rispettata.

Per quel che riguarda l’obbligo di indicazione del Paese d’origine, questo viene limitato ai casi in cui la sua omissione possa indurre in errore il consumatore in merito al Paese d’origine o al luogo di provenienza reali dell’alimento. Viene specificato che l’obbligo sussiste se le informazioni che accompagnano l’alimento o contenute nell’etichetta, nel loro insieme, possono far pensare che l’alimento abbia un differente Paese d’origine o un luogo di provenienza diverso da quello reale. Per esser chiari: se l’etichetta è tricolore, sarà obbligatorio specificare che la materia prima utilizzata non è di produzione italiana.

Previsto uno studio per capire quanto gli elementi di un’etichetta possano condizionare i consumatori. L’emendamento del testo originario prevede ora anche la realizzazione “di appositi studi diretti ad individuare la presenza di un nesso comprovato tra talune qualità degli alimenti e la relativa provenienza nonché per valutare in quale misura sia percepita come significativa l’indicazione relativa al luogo di provenienza e quando la sua omissione sia riconosciuta ingannevole”. Vengono ora aggiornate anche le sanzioni previste in caso di violazione dell’obbligo rimandando a quelle previste dal regolamento Ue del 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori.

Fonte: Garantitaly.it

Ogm, Italia notifica a Ue la richiesta per il divieto di coltivazione in tutto il territorio

ogmIl Ministro Maurizio Martina, di concerto con il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha inviato alla Commissione Europea le richieste di esclusione di tutto il territorio italiano dalla coltivazione di tutti gli Ogm autorizzati a livello europeo. Le richieste sono fatte in attuazione della nuova Direttiva europea 2015/412 dell’11 marzo 2015, che consente agli Stati membri di vietare al proprio interno la coltivazione degli organismi geneticamente modificati.

Fonte: Ministero politiche agricole alimentari e gorestali

Incendio mangificio Veronesi a Ospedaletto Euganeo (Pd), solidarietà e prese di distanza dall’azione

MangimiIn merito all’incendio occorso nei giorni scorsi negli stabilimenti del Gruppo Veronesi ad Ospedaletto Euganeo (Pd), i presidenti di Confagricoltura Veneto hanno espresso in una nota “la loro solidarietà e vicinanza all’azienda mangimistica veronese e ai suoi collaboratori che operano da anni a livello nazionale fornendo un importante supporto al mondo agricolo allevatoriale italiano“. Per i presidenti delle Confagricoltura provinciali del Veneto – continua la nota – “l’attentato alla Veronesi non ha ragione d’essere poiché l’azienda, già alla seconda generazione, è cresciuta e si è imposta negli anni per la serietà nei confronti della clientela, per la bontà dei suoi prodotti mangimistici, per l’attività di filiera svolta con il sistema degli allevatori“. “Ci auguriamo – così si esprime il presidente degli agricoltori veneti Lorenzo Nicoli – , che sia solo un caso deprecabile e isolato e che non sia frutto di una radicalizzazione di un confronto su temi che meritano una attenta e pacata discussione. Oltreché  al patron del Gruppo Bruno Veronesi, la nostra solidarietà va anche alle maestranze e alle aziende dei trasportatori che sono state colpite”.

Dissociazione dal gesto violento, dannoso per l’ambiente e i lavoratori. Sempre in merito all’accaduto, il Coordinamento Zero Ogm, di cui in passato abbiamo ospitato le istanze, unitamente alla posizione dell’azienda veronese,  in una nota ufficiale afferma: “Il Coordinamento Zero OGM Cibo Sano per Tutti, diffida dall’associare l’atto vandalico occorso  nell’azienda Veronesi di Ospedaletto Euganeo a quelle che sono le iniziative ed i metodi di lotta che negli anni sono state sviluppate dal Corrdinamento e che pongono l’attenzione sull’informazione e le relazioni sociali per quanto riguarda la pericolosità di materiale transgenico sia sui campi che sulle tavole (tentativi anche attuali di coltivazioni transgeniche in Friuli e presenza di OGM nelle filiere attraverso la mangimistica). In risposta alle semplificazioni strumentali, il Coordinamento ribadisce che gli organismi transgenici danneggiano le economie locali, l’agricoltura, l’ambiente, la salute umana e animale e che per questo continuerà l’ azione nei confronti degli attori coinvolti nelle filiere OGM (produzioni in campo, mangimistica e Grande Distribuzione Organizzata). In particolare, il Coordinamento sarà presente di fronte alle principali catene di supermercati, luogo in cui passano tutti i cittadini e le relazioni umane, per invitare al boicottaggio dei prodotti contenenti OGM“.

Fonte: Confagricoltura Veneto/Coordinamento Zero Ogm

17 luglio 2015, ad Expo Milano la Commissione europea dialoga con i cittadini, 20 posti disponibili, anche ai non soci ARGAV

Expo 2015 MilanoLa Commissione europea e la Rete Europe Direct organizzano per il prossimo 17 luglio una giornata all’EXPO di Milano. L’occasione è data dall’incontro “Dialoghi con i cittadini”, che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Commissario europeo per la Salute e la Sicurezza Alimentare, Vytenis Andriukaitis.

Temi trattati di grande interesse. L’incontro si svolgerà dalle ore 14,00 alle ore 15,30 e tratterà alcuni temi di grande interesse e attualità quali: la sicurezza alimentare e il suo rapporto con la qualità tutelata dall’agroalimentare italiano; la relazione tra sicurezza alimentare e negoziati transatlantici per il libero scambio con gli USA (TTIP) (ormoni, OGM, etc); la questione generale degli OGM e il ruolo dell’UE nelle autorizzazioni; sistemi sanitari nazionali e loro integrazione (quindi costi sui bilanci ma anche opportunità per la libera circolazione); xylella fastidiosa (che sta colpendo gli olivi) e altre questioni fitosanitarie e alimentari che interessano l’Italia. Naturalmente, sarà possibile “dialogare” con i relatori (oltre al Commissario europeo ci sarà anche l’eurodeputato Paolo De Castro, già Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo) ponendo loro delle domande.

Disponibili 20 posti. Un pullman partirà da Mestre di buon mattino e farà una fermata a Padova (probabilmente al parcheggio IKEA). Nel corso della giornata sarà possibile visitare EXPO, assicurando però la partecipazione al “Dialogo” delle ore 14,00-15,30. Il rientro è previsto in serata. I biglietti per l’ingresso gratuito ad EXPO saranno messi a disposizione dalla Commissione europea. Ci sono 20 posti a disposizione, anche ai non soci ARGAV, e varrà l’ordine cronologico di adesione. Gli interessati a partecipare dovranno comunicare la loro adesione direttamente a Europe Direct del Comune di Venezia (e p.c. a europedirect@venetoagricoltura.org). Le coordinate di Europe Direct Venezia sono: Patrizia cell. 3408389189; tel. 041 2748082; numero verde gratuito 800 496200; e-mail: infoeuropa@comune.venezia.it

Fonte: Europe Direct Veneto

Confermato divieto di coltivazione del mais Ogm Mon810

ogmIl ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, il Ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina e quello dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, hanno firmato il 23 gennaio scorso il decreto che sancisce il divieto di coltivazione di mais Ogm MON810.

Ue, ogni Stato libero di decidere. Il provvedimento proroga, per un periodo di ulteriori 18 mesi dalla sua entrata in vigore, il divieto già emanato con il precedente decreto interministeriale del 12 luglio 2013. La decisione anticipa il recepimento in Italia della nuova Direttiva in materia di OGM che sancisce il diritto degli Stati Membri di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm) sul territorio nazionale.

Fonte: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

Ogm, Parlamento Ue approva norma su libera scelta nazionale. L’Italia rinnoverà il divieto di coltivazione del mais Mon810. E Manzato chiede l’etichettatura “Ogm free”.

ogmIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il 13 gennaiio 2015 il Parlamento europeo ha dato il via libera al testo di accordo raggiunto nelle scorse settimane tra Consiglio, Commissione e Parlamento europeo sulla riforma della Direttiva in materia di OGM che sancisce il diritto degli Stati Membri di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (ogm) sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello europeo, per motivi di natura economica ed agricola.

Una scelta che premia la distintività del modello agricolo italiano. “È un successo della Presidenza italiana – ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina – del ministro Galletti, con cui abbiamo lavorato a stretto contatto, che ha presieduto in questi mesi il Consiglio dei Ministri dell’Ambiente competente sulla materia OGM. Un risultato che non era scontato e sul quale si lavorava da più di 4 anni. Molto importante è stato anche il dialogo e il lavoro fatto dal Parlamento europeo e in particolare dalla delegazione italiana. È una scelta che risponde alle attese degli agricoltori, dei territori e di tutti gli italiani che hanno a cuore la qualità, la tipicità dei nostri prodotti alimentari e la distintività del nostro modello agricolo. Bene quindi che ora sia data libertà di scelta ai singoli Paesi dell’Ue. In Italia rinnoveremo il divieto di coltivazione del mais Mon810 e proprio nei prossimi giorni ci confronteremo con i Ministri Lorenzin e Galletti per procedere”.

L’accordo raggiunto con il Parlamento Europeo ha migliorato il testo approvato in prima lettura dal Consiglio europeo nel giugno scorso sotto tre aspetti rilevanti: 1- le valutazioni sui rischi ambientali e sanitari, di competenza dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, dovranno essere aggiornate ogni due anni per tener conto del progresso scientifico e del principio di precauzione che è un pilastro del diritto ambientale internazionale;
2- gli Stati Membri possono chiedere, tramite la Commissione europea, alle imprese produttrici di OGM, di escludere i loro territori dal novero dei Paesi nei quali intendono chiedere l’autorizzazione europea alla coltivazione; ma questa fase di “negoziato” con le imprese non è più obbligatoria, e gli Stati Membri potranno decidere di passare direttamente al divieto di coltivazione per le motivazioni indicate nella Direttiva; 3- gli Stati Membri, prima di introdurre il divieto di coltivazione, dovranno comunicare il relativo provvedimento alla Commissione europea ed attendere 75 giorni per il parere, ma durante questo periodo di attesa gli agricoltori non potranno comunque procedere alla semina dei prodotti interessati dall’ipotesi di divieto.

Manzato: Ogm, commercio sempre possibile, necessaria trasparenza nell’etichettatura. “E’ definitivo, ogni stato membro deciderà autonomamente se consentire, sul territorio nazionale, la coltivazione di organismi geneticamente modificati. Un traguardo notevole che consentirà all’Italia di proclamare ufficialmente la propria contrarietà alla commistione di tali colture con quelle tradizionali, ma che non riuscirà ancora ad arginare l’intrusione di Ogm nella nostra dieta alimentare, non essendone scoraggiato il commercio”. Una soddisfazione parziale quella dell’assessore all’Agricoltura Franco Manzato che ha commentato in questo modo il voto finale dell’Europarlamento in materia di Ogm. “Urge che il Ministero delle Politiche agricole intervenga con un nuovo decreto che sostituisca il precedente in scadenza – ha spiegato l’assessore – formulando parallelamente la ratifica al regolamento europeo che detta la posizione nazionale. A tal proposito suggerisco di tenere a mente anche l’opportunità di dare la possibilità, mediante legge, di etichettare i prodotti alimentari Ogm free, dando la possibilità alle aziende di trasformazione di specificare questo dettaglio nella descrizione del prodotto”. Il Veneto aveva abbozzato questa ipotesi qualche anno fa, ma la mancanza di libertà di decidere sul tema Ogm aveva limitato qualsiasi ipotesi. “A seguito dell’approvazione in sede comunitaria di questo provvedimento di autorizzazione a decidere a livello nazionale, l’Italia dovrà acquisire gli strumenti per intervenire non solo sul divieto di coltivazione, ma  anche su alcuni aspetti della commercializzazione”.

Fonte: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali/Regione Veneto

13 settembre 2014, Confagricoltura Veneto e Lombardia danno appuntamento a Mantova per parlare di OGM

ogm“Sulla questione Ogm, restituiamo la parola alla ricerca scientifica”. Anche in materia di organismi geneticamente modificati, la linea di Confagricoltura è sempre stata quella di non abbandonare mai la ricerca. “Solo dalla scienza può giungere una risposta chiara e affidabile su vantaggi e svantaggi degli OGM tanto per il consumatore quanto per l’agricoltore: eventuali alternative, infatti, possono essere solo ideologiche, quindi parziali sul piano concettuale e non obiettive”, fa sapere in una nota l’organizzazione.

Incontro sabato 13/9 ore 10, al Mamu Centro Congressi di Mantova (largo di Porta Pradella 18). Questa posizione sarà ribadita a Mantova, sabato 13 settembre, in occasione del convegno “L’intelligenza italiana rilancia la ricerca genetica in agricoltura”, promosso di concerto da Confagricoltura Veneto e Confagricoltura Lombardia. “Fra i relatori – continua la nota – sarà presente la senatrice a vita Elena Cattaneo, direttore del Centro di ricerca sulle cellule staminali dell’Università Statale di Milano, le cui recenti prese di posizione in materia di OGM  hanno riportato con forza il dibattito nella direzione più corretta e riacceso le speranze di chi ripone ancora fiducia nella ricerca scientifica come l’unica autorità in grado di fornire degli orientamenti sicuri su questa materia. Interverranno ai lavori anche Laura Comi, della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento Europeo; Roberto Defez, dell’Istituto di Genetica e Biofisica del CNR di Napoli; Dario Bressanini, del Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell’Università di Como; Mario Guidi, presidente nazionale Confagricoltura. Coordinerà il dibattito Sebastiano Barisoni, giornalista di Radio 24-Il Sole 24 Ore. Interverranno anche i presidenti di Confagricoltura Veneto Lorenzo Nicoli e di Confagricoltura Lombardia Matteo Lasagna.

Fonte: Confagricoltura Veneto

Ogm, bocciato il ricorso contro il divieto di coltivazione del mais in Italia

ogmIl Tar del Lazio ha respinto il ricorso che era stato presentato contro il decreto interministeriale del 12 luglio 2013 adottato dal Ministro della Salute di concerto con il Ministro della Politiche Agricole Alimentari e Forestali e con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare recante “Adozione delle misure d’urgenza si sensi dell’art.54 del Regolamento CE n.178/2002 concernenti la coltivazione di varietà di mais geneticamente modificato MON 810”.

Valutazione incompleta dei fatti. Il Collegio del Tribunale amministrativo ha osservato che la dedotta censura della parte ricorrente si fonda su una valutazione incompleta della dinamica fattuale che ha giustificato l’adozione del contestato decreto. In particolare il Tar sottolinea come l’autorizzazione rilasciata nel 1998 a Monsanto dalla Commissione Europea, si basava su una normativa superata da quella attualmente in vigore. A distanza di 7 anni dalla data di presentazione dell’istanza di rinnovo di tale autorizzazione la Commissione europea non ha ancora preso nessuna decisione. Inoltre il Tar sottolinea che l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) nel 2009 aveva dato parere positivo ma successivamente sia era pronunciata diversamente tenendo conto anche di altri aspetti del rischio ambientale. Alla luce di ciò, notano i giudici, non c’è dubbio che il diffondersi di colture di MAIS transgenico sulla base di un’autorizzazione risalente nel tempo poteva rappresentare un situazione di concreto pericolo tale da giustificare l’adozione del suddetto decreto.

I giudici inoltre hanno stabilito che il decreto non vìola il principio comunitario di precauzione. Questo perché, quando sussistono incertezze riguardo all’esistenza o alla portata di rischi per la salute delle persone, possono essere adottate misure protettive senza dover attendere che siano esaurientemente dimostrate la realtà e la gravità di tali rischi. L’applicazione corretta del principio di precauzione presuppone, in primo luogo, l’individuazione delle conseguenze potenzialmente negative per la salute derivanti dall’uso della sostanza attiva in questione e il contestato decreto rispecchia in toto le condizioni previste per il principio in questione. Infatti sono state evidenziate le conseguenze negative per l’ambiente derivante dalla diffusione della coltura del mais MON 810 e tali conseguenze negative sono state prospettate dagli studi più recenti dell’EFSA.

Altre motivazioni della bocciatura. Secondo il Tar, inoltre, il decreto non ha vietato tout court la coltivazione del Mais geneticamente modificato, ma si è limitato a disporre una sorta di moratoria, peraltro circoscritta nel limite temporale massimo, sulla base del potere attribuito da una specifica disposizione comunitaria. Infine, il Tar ha respinto anche la parte del ricorso con cui è stata prospettata la violazione dei principi comunitari del legittimo affidamento, della proporzionalità e di non discriminazione. Infatti nessun legittimo affidamento a coltivare il mais geneticamente modificato poteva ritenersi ingenerato in capo all’impresa ricorrente, attesa la non definita ed incerta situazione determinatasi in ordine al rinnovo dell’autorizzazione a suo tempo rilasciata alla Monsanto.  Inoltre il decreto impugnato realizza un equo bilanciamento dei contrapposti interessi in quanto ha una durata massima temporale che in ogni caso può essere ulteriormente ridotta se la Commissione Europea non dovesse confermare la moratoria. Infine, a seguito dell’adozione del decreto, nessuna discriminazione è stata riscontrata a danno delle imprese italiane che intendono coltivare e commercializzare il mais in questione rispetto alle imprese estere che possono esportare senza alcuna restrizione nel mercato italiano tale prodotto, in quanto queste ultime non coltivando il mais nel territorio italiano non vengono a determinare i paventati rischi ambientali che hanno giustificato l’adozione del controverso decreto.

(Fonte: Mipaaf)

OGM e PAC, incontro Regioni/Ministero delle Politiche Agricole

ogmPACIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha incontrato gli Assessori all’Agricoltura delle Regioni italiane per discutere di due argomenti strategici per la nostra agricoltura: OGM e PAC.

Ogm. Per quanto riguarda il primo tema, in attesa della sentenza del Tar sul caso Friuli-Venezia Giulia, il Ministro ha ribadito l’intenzione del Governo di intervenire con eventuali azioni che si dovessero rendere necessarie e ha condiviso con le Regioni un programma di lavoro. Martina ha ribadito inoltre che l’Italia è favorevole alla proposta della Presidenza greca dell’Unione Europea che prevede una maggiore autonomia decisionale degli Stati Membri sulla questione.

PAC. Relativamente al primo Pilastro della PAC 2014-2020, una scarna nota del Ministero, parla di “progressi sui punti principali trattati e di un primo accordo sul valore dei pagamenti agli agricoltori, per il quale si prenderanno a riferimento i pagamenti percepiti nel 2014”. È stata inoltre illustrata una prima ipotesi di riparto degli aiuti accoppiati, che servirà come base per il confronto con le Regioni e con le Organizzazioni di categoria. Nell’occasione, il Ministro ha ribadito la volontà di proseguire con un metodo di confronto e dialogo con le Regioni e la necessità di chiudere sul primo Pilastro entro il 15 maggio, per dare risposte tempestive agli agricoltori su questioni come la convergenza, il greening, l’agricoltore attivo e l’ammissibilità al contributo delle superfici. A tale scopo sono stati convocati un tavolo tecnico, svoltosi il 16 aprile scorso, e una nuova riunione istituzionale tra Assessori e Ministro il 24 aprile a Roma.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

Ricerca ISPO: gli OGM fanno davvero paura?

ogmIl 55% degli italiani sostiene che sia utile continuare a fare ricerca scientifica sugli Ogm e il 52% appare possibilista rispetto all’acquisto futuro di prodotti biotech; solo il 17% non è d’accordo. Sono alcuni dei dati che emergono dalla ricerca Ispo per Futuragra, presentata a Roma da Renato Mannheimer di Ispo Ricerche e Silvano Dalla Libera, vicepresidente di Futuragra.

Perché sì all’Ogm. Il 62% della popolazione pensa che gli scienziati italiani abbiano diritto di fare ricerca alle stesse condizioni dei colleghi degli altri Paesi e il 49% non è d’accordo sul fatto che l’Italia abbia interrotto la sperimentazione. Tra i più forti sostenitori della ricerca scientifica i laureati e i 35-44enni. In più, il 52% degli italiani prenderebbe in considerazione la possibilità di acquistare prodotti alimentari Ogm a determinate condizioni. Il primo driver di scelta (48%) riguarda i possibili benefici per la salute seguiti dalla loro maggiore sostenibilità ambientale (37%) e da un prezzo più contenuto rispetto a un prodotto equivalente (per il 27% del campione). La maggioranza degli italiani (52%) è concorde con il fatto che se la legge permette di vendere Ogm, dovrebbe anche consentirne la coltivazione. Allo stesso tempo gli italiani si dimostrano sensibili al deficit di competitività dei coltivatori italiani. Per il 56% non è giusto che gli agricoltori stranieri possano produrre e poi vendere in Italia prodotti Ogm se ai loro colleghi italiani è proibito.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)