
da sx Giulia Casellato, Eleonora Faronazzo, Baruffato, Carolina Da Rold, Sibylle Righetti e Marco Tonon
L’aceto di kaki coltivati a Villafontana (Vr) da Eleonora Farinazzo nell’azienda di famiglia e la barca degli ultimi di Sybille Righetti che, dalla laguna di Venezia, naviga tra Veneto, Friuli e il resto d’Italia, conquistano l’Oscar Green del Veneto, il concorso di Coldiretti che premia l’innovazione in agricoltura, giunto alla 12^ edizione, svoltosi ieri in aula magna del Bo dell’Università di Padova.
Categoria Creatività, Eleonora Farinazzo, provincia di Verona. Eleonora aiuta i genitori nell’azienda agricola di famiglia Saporea che coltiva alberi da frutto ed erbe aromatiche. Eleonora ha deciso di non sradicare le piante di kaki e di utilizzarne i frutti per produrre aceto. Saporea è l’unica azienda agricola in Europa che tramanda una tradizione che viene dall’estremo oriente. Il tutto con la collaborazione scientifica dell’Università di Modena e Reggio. La produzione è iniziata solo un anno fa ma il prodotto è già in vendita in gastronomie selezionate e in e-commerce. Per ora solo 2mila bottiglie, ma il potenziale è davvero molto interessante. La prospettiva è di allargare l’offerta di aceti “alternativi” accanto ad altri frutti già utilizzati come melograno, kiwi e aronia, una bacca molto ricca di vitamina k. “Questo riconoscimento premia il lavoro e i sacrifici della mia famiglia che ha deciso di valorizzare l’aceto prodotto a lenta acetificazione naturale, che si discosta da quello industriale, soprattutto per le sue caratteristiche salutistiche, come avviene in oriente, più che come condimento capace di rendere i cibi più deliziosi. Nel prossimo futuro registreremo un marchio relativo al metodo di produzione dell’aceto”, ha detto Eleonora Farinazzo.
Categoria noi per il sociale, Sibylle Righetti, provincia di Venezia. La barca degli ultimi naviga in laguna. A bordo ci sono i valori della solidarietà, i prodotti delle fattorie sociali e tutte le buone intenzioni di sviluppare un progetto ponte tra Friuli, Veneto e il resto d’Italia che metta insieme tante esperienze che si occupano di marginalità. E’ diventato questo il destino di un ex peschereccio che fu del pittore Giuseppe Zigaina e del suo grande amico Pier Paolo Pasolini. “Edipo Re” è il nome di una barca speciale di 16 metri a vela e motore, attrezzata per essere una casa viaggiante. Grazie alla famiglia Righetti che l’ha restaurata e tolta dall’oblio, l’imbarcazione solca la laguna veneta spingendosi fino ai vicini confini friulani quale ambasciatrice di un turismo sociale, lento, utile e ricco di bontà delle fattorie solidali italiane.
Categoria Campagna Amica, Marco Tonon, provincia di Treviso. Birra Agricola aromatizzata all’estratto di fiori. Marco Tonon ha avviato la produzione di birra agricola dopo il primo anno di coltivazione di circa 2 ettari di orzo distico. La sua birra è fatta con l’80% di orzo aziendale ed è aromatizzata con estratti di fiori provenienti dalle serre dell’azienda di famiglia. In particolare la Birra “Primus” con estratti di primula e la Birra “Helios” con estratti di semi di girasole. Nei prossimi mesi la birra sarà sempre più a Km. Zero con l’impiego dell’acqua del pozzo artesiano ed il luppolo da una sperimentazione del “Distretto del Luppolo” di Monfumo. Appassionato Mastro Birraio ha conseguito il titolo di studio all‘istituto DiEffe Accademia delle Professioni, avviando la sua nuova attività che esalta innovazione nel gusto e nei profumi.
Categoria Fare Rete, Carolina Da Rold, provincia di Belluno. La Sorbettiera è una storica gelateria di Belluno, che proporre al consumatore un gelato prodotto con materie prime selezionate e trasformate direttamente dal gelataio. Nel 2012 la famiglia Da Rold, allevatori di bovine da latte, acquisisce tale attività allo scopo di diversificare la propria azienda e creare una sinergia fra diverse imprese. Da altre realtà proviene la pasta di nocciole (Az.Agr. CascinaAzii), pistacchio (Az.Agr.Cartillone),uova biologiche e frutta candita (Agrimontana che coltiva e collabora direttamente con coltivatori).
Categoria Impresa 3.Terra, Alberto Baruffato, provincia di Vicenza. Allevamento di alpaca, con fattoria didattica, turismo rurale, produzione di lana e di prodotti di cosmesi a base di cartilagine e grasso di alpaca. Avviato il progetto, Dalla Fibra al Manufatto: creare un indumento (maglione, sciarpa, ecc…) in fibra di alpaca scegliendo la “lana” direttamente dall’animale in fattoria, ogni partecipante potrà crearsi il proprio capo, scegliendosi direttamente il colore e la fibra che più gli piace.
Categoria Sostenibiità, Giulia Casellato, provincia d Rovigo. Ha aperto con il marito un’azienda agricola bio con di fronte due sfide: cambiamenti climatici e sostenibilità ambientale. Per affrontare la prima hanno deciso di diversificare il più possibile piantando un frutteto di cultivar antiche e avvicendando oltre 50 varietà di ortaggi durante l’anno. Per essere veramente sostenibili, hanno autocostruito il punto vendita con la loro paglia, la terra cruda che era sotto i loro piedi e legno realizzando un edificio a impatto 0, con un elevato comfort tanto da non aver bisogno di impianti di riscaldamento e raffrescamento. Inoltre siamo staccati dalla rete elettrica e autoproducono tutta l’energia di cui hanno bisogno attraverso impianti fotovoltaici che alimentano luci, irrigazione, frigoriferi e la produzione di acqua calda.
Menzione speciale, categoria Sostenibilità/Noi per il sociale, Sofia Maria Tezza, azienda agricola Il Gioco, provincia di Verona. Sofia ama le persone e la natura. Dopo tre anni in Brasile dove ha studiato biologia e dove è entrata in contatto con i “bisognosi”, ha deciso di piantumare un uliveto sui terreni di famiglia. Ma produrre un olio di altissima qualità, premiato in competizioni nazionali e internazionali (primo al Concorso oleario di Los Angeles), a Sofia non basta. La consapevolezza di essere una ragazza fortunata, con una famiglia unita alle spalle e una azienda da poco avviata, fa nascere in lei il desiderio di rendersi utile anche nel suo territorio. Entra così in contatto con una famiglia i cui componenti sono tutti non vedenti e nasce l’idea di creare etichette “parlanti” in braille. Il progetto è stato realizzato con l’Unione italiana ciechi.
Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto
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