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Investire in agricoltura di fronte alla nuova PAC, se ne parla l’8 marzo 2017 a Legnaro (PD)

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiSi terrà mercoledì 8 marzo (ore 9,30) a Legnaro (Pd) ad Agripolis, nella sede centrale dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, un workshop che punta ad analizzare la convenienza degli investimenti in agricoltura di fronte alla PAC post 2020. L’evento è promosso da Veneto Agricoltura-Europe Direct d’intesa con Regione e Università di Padova. L’invito è rivolto a tutto il complesso settore primario regionale.

Consultazione pubblica sul futuro della Pac. Sarà un momento di confronto e discussione su alcuni temi “caldi” che interessano da vicino il mondo agricolo. Il momento per farlo è propizio: in queste settimane, infatti, la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sul futuro della Politica Agricola Comune (aperta fino al prossimo 2 maggio #futurepac), il  cui  obiettivo è quello di disegnare la nuova PAC post 2020, impostata su criteri di semplificazione, modernizzazione e sostenibilità. Con il 2017,  il futuro della PAC sarà dunque oggetto di discussione nelle varie sedi istituzionali europee, nazionali e regionali. Nel  confronto di Legnaro, con il contributo di alcuni autori della pubblicazione, il tema degli investimenti in agricoltura sarà ulteriormente approfondito e posto di fronte alla nuova politica agricola e rurale europea che si sta disegnando. Nel corso dei lavori verrà così analizzata l’evoluzione degli investimenti nell’agricoltura veneta e spiegato perché investire in agricoltura  conviene ancora, soprattutto in alcuni comparti. Altri argomenti di grande interesse per gli operatori del mondo agricolo, su cui si focalizzerà l’attenzione dei relatori, saranno i nuovi strumenti a disposizione  degli imprenditori per affrontare i rischi in agricoltura e il sostegno  pubblico agli investimenti nel settore primario.

Programma. Ore 9,30 Saluti Alberto Negro, direttore Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario; Giuseppe Pan, assessore all’Agricoltura della  Regione Veneto, L’evoluzione degli investimenti nell’agricoltura veneta; Renzo Rossetto, Veneto Agricoltura, Perché investire in agricoltura; Luca Rossetto, Università di Padova, Nuovi strumenti per la gestione del rischio in agricoltura; Samuele Trestini, Università di Padova, Il sostegno pubblico agli investimenti in agricoltura; Andrea Comacchio, Regione Veneto, Prospettive per la riforma della PAC post 2020; Andrea Povellato, CREA-Centro Politiche e Bioeconomia, Obiettivi della PAC post 2020; Paolo De Castro, vice-presidente Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, (video-clip). Coordina: Mimmo Vita,Veneto Agricoltura.

Tavola rotonda. Ore 11,00. Investire in agricoltura di fronte alla nuova PAC, discussione con: Giuseppe Pan e Andrea Comacchio – Regione Veneto, Alberto Negro – Veneto Agricoltura, Vasco Boatto – Università di Padova, Flavio Furlani – Cia Veneto, Pietro Piccioni – Coldiretti Veneto, Lodovico Giustiniani – Confagricoltura Veneto, rappresentante mondo bancario. Modera: Pietro Bertanza – L’Informatore Agrario. Info: europedirect@venetoagricoltura.org  tel.: 049 8293716.

Fonte: Europe Direct Veneto

 

 

Venerdì 13 dicembre 2013, Agrinsieme Veneto si riunisce a Verona per parlare di PAC 2020

programma 27 settembre PAC bozza 3All’indomani dell’approvazione dei dossier sulla riforma della PAC (Politica agricola comune) da parte del Parlamento Europeo (20 novembre 2013), Agrinsieme Veneto – il coordinamento che riunisce le sigle associative regionali Confagricoltura, CIA, Legacoop Agroalimentare, Confcooperative-Fedagri, Agci- Agrital – si interroga sull’impatto della nuova Pac per il nostro territorio e presenta all’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato le proprie richieste e priorità per la tutela dell’agroalimentare veneto e il sostegno alla competitività delle imprese del settore.

Il convegno. Il momento di aggiornamento e confronto sarà offerto dal seminario “La Pac verso 2020”, che si terrà venerdì 13 dicembre presso il Centro Agroalimentare di Verona con inizio alle ore 9.30. I lavori si concentreranno sulla parte della riforma dedicata al regime dei pagamenti diretti, con uno sguardo specifico sul 2014, anno cruciale per gli agricoltori veneti: a loro è chiesto di prepararsi alle conseguenze della nuova Politica agricola comune, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2015 e sarà caratterizzata da un generalizzato calo di risorse a disposizione per il nostro Paese e la nostra regione, anche in conseguenza di una “torta europea” che deve essere spartita fra un maggior numero di stati membri.In particolare, ci si soffermerà sulle possibili conseguenze che i cambiamenti nei pagamenti diretti potranno avere sull’agroalimentare veneto, specialmente sul settore della zootecnia con riferimento al comparto della carne bovina.

Gli interventi. La mattinata, coordinata da Giangiacomo Bonaldi, coordinatore regionale di Agrinsieme e presidente di Confagricoltura Veneto, si aprirà con il saluto di Giambattista Polo, coordinatore di Agrinsieme della provincia di Verona; seguiranno la relazione introduttiva di Flavio Furlani, presidente Cia Veneto, e gli interventi di Antonio Melato, presidente Confcooperative Veneto-Fedagri, Vincenzo Lenucci, direttore area economica Confagricoltura (“I pagamenti diretti”), Stefano Quadro, Fedagri – Ufficio di Bruxelles, (“Gli interventi di mercato”) e Giuseppe Cornacchia, responsabile Dipartimento economico Cia (“Lo sviluppo Rurale”). Dopo il momento riservato al dibattito e previsto per le ore 11.30, gli interventi di Franco Manzato, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto e Gianni Fava, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia.

(Fonte: Agrinsieme Veneto)

PAC: nel 2009 sbilanciamento degli aiuti a favore delle grandi aziende. In futuro, da rafforzare il ruolo dell’agricoltura europea rispetto al resto del mondo

La Commissione europea ha pubblicato un Rapporto con i dati 2009 relativi ai beneficiari degli aiuti diretti della PAC. Il quadro che ne viene fuori è lapidario: il 20% degli agricoltori europei (grandi aziende) hanno ricevuto oltre 31 milioni di euro, mentre il restante 80% (piccoli agricoltori) ne ha ricevuto appena 8.

Per quanto riguarda l’Italia, l’87% degli agricoltori ha ricevuto aiuti PAC per meno di 5.000 euro e tra questi il 42% ne ha ricevuto meno di 500. Complessivamente, agli agricoltori italiani sono giunti aiuti diretti per 4.12 miliardi di euro su un totale di 39 stanziati nel 2009 dall’UE. I dati del Rapporto confermano che la nuova PAC dovrà porre rimedio a questa situazione e riequilibrare la distribuzione degli aiuti europei.

PAC verso il 2020: rafforzare il ruolo degli agricoltori europei. Dal punto di vista economico il settore agricolo europeo riveste un’importanza capitale, dato che esso impiega circa 30 milioni di persone e mantiene la crescita nelle zone rurali dell’Unione Europea. Il settore primario europeo contribuisce, inoltre, alla realizzazione della strategia “Europa 2020” per la crescita e l’occupazione, soprattutto nelle zone rurali le cui economie locali sono state preservate grazie anche alle specifiche politiche adottate dall’UE che hanno contribuito ad evitare lo spopolamento delle campagne. E’ attorno a queste tematiche che si è tenuto a Bruxelles un incontro di alto livello presenti, tra gli altri, il Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, e i vertici delle organizzazioni agricole, i quali hanno sottolineato che, in considerazione del raddoppiamento della domanda alimentare mondiale previsto per il 2050, appare necessario rafforzare il ruolo economico degli agricoltori in quanto fornitori di prodotti alimentari e servizi per 500 milioni di consumatori.

Sì all’”inverdimento” della PAC ma senza toccare la competitività degli agricoltori. Nello specifico, i rappresentanti di Copa-Cogeca hanno ribadito la disponibilità di considerare un ulteriore “inverdimento” della PAC, come proposto dalla Commissione, ma a una condizione: le nuove misure non dovranno mettere a repentaglio la posizione competitiva degli agricoltori europei né ridurre la capacità produttiva del settore. Va ricordato, che i redditi di molti agricoltori sono scesi ai livelli del 1990 e non possono essere ulteriormente erosi, così come non può esserlo la loro posizione competitiva. Di conseguenza, le organizzazioni agricole europee si sono dette fortemente contrarie alla recente iniziativa della Commissione di liberalizzare maggiormente gli scambi con il Marocco e il Mercosur, il blocco commerciale dei paesi dell’America latina, perché questo avrà un impatto devastante sui settori agricoli dell’UE e provocherà un’intensificazione dei metodi di produzione, nonché la deforestazione in molte aree del pianeta. Per di più, le importazioni nell’UE non sono tenute a rispettare le rigorose norme comunitarie.

Rivedere le norme europee in materia di concorrenza. A fronte di sfide quali l’estrema volatilità del mercato, è necessario fare in modo che il settore agroalimentare europeo sia competitivo. È opportuno dunque consolidare la posizione degli agricoltori europei nella catena alimentare, dato che essi ricevono attualmente soltanto una frazione del prezzo dei prodotti venduti al dettaglio. Questo obiettivo potrebbe essere conseguito attraverso una revisione delle norme europee in materia di concorrenza, al fine di consentire alle organizzazioni di produttori, quali le cooperative, di crescere di dimensioni e di scala, aumentando la loro competitività e garantendo un settore agroalimentare europeo dinamico. Sono altresì indispensabili dei rapporti contrattuali più giusti.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)