Il Consiglio dei Ministri agricoli dell’UE ha discusso le proposte della Commissione relative la riforma della PAC post 2020. Le proposte, presentate lo scorso 1° giugno, delineano un nuovo modello di attuazione della politica agricola europea in cui gli Stati Membri disporrebbero di maggiore flessibilità per adattare le loro decisioni a bisogni e situazioni locali specifiche.
Luci e ombre. I ministri dell’Agricoltura hanno manifestato soddisfazione per alcuni elementi innovativi contenuti nel pacchetto di proposte, ma allo stesso tempo hanno espresso forti preoccupazioni per i tagli che la stessa Commissione ha paventato per il bilancio della PAC in generale e dello Sviluppo rurale in particolare. In occasione dell’ultimo Consiglio Agricoltura, è emerso anche grande scetticismo sulla capacità della nuova PAC di pervenire a una reale semplificazione a favore delle Autorità nazionali e degli agricoltori.
Lo stato dei lavori. Le proposte, che puntano a preparare la PAC del periodo 2021-2027, ruotano attorno ad un regolamento sui Piani Strategici che ciascun Stato Membro dovrà elaborare, un regolamento sull’Organizzazione Comune di Mercato (OCM) unica e un regolamento orizzontale sul finanziamento, la gestione e il monitoraggio della PAC.
Obiettivi e strumenti a livello di Unione Europea. Le proposte della Commissione includono iniziative a livello europeo quali: un insieme unico di obiettivi fissati al livello di UE per la PAC nel suo insieme, che definiscono ciò che tale politica punta a conseguire per gli agricoltori, i cittadini e il clima; un ampio strumentario di tipi di intervento convenuti a livello europeo, che definiscono ciò che gli Stati Membri possono fare con i finanziamenti loro attribuiti; un insieme comune di indicatori per garantire parità di condizioni nella valutazione dell’efficacia delle misure adottate. In pratica, gli Stati Membri godranno di una maggiore flessibilità per quanto riguarda le modalità di utilizzo delle dotazioni loro assegnate e potranno progettare programmi su misura che rispondano più efficacemente alle preoccupazioni degli agricoltori e delle comunità rurali in senso ampio. Gli Stati Membri avranno anche la possibilità di trasferire fino al 15% delle proprie dotazioni PAC dai pagamenti diretti allo Sviluppo rurale e viceversa, per assicurare il finanziamento delle proprie priorità e misure. Saranno assicurate condizioni di parità tra gli Stati Membri attraverso: Piani Strategici definiti per l’intero periodo che stabiliscano le modalità con cui ciascuno Stato Membro intende conseguire nuovi obiettivi economici, ambientali e sociali, utilizzando sia il sostegno sotto forma di pagamenti diretti che quello per lo Sviluppo rurale. La Commissione approverà ogni Piano per assicurare la coerenza e la tutela del Mercato Unico; la Commissione seguirà da vicino i risultati di ciascun Paese e i progressi verso il raggiungimento dei target concordati.
Un Piano Strategico PAC per ogni Stato Membro. Le proposte includono anche iniziative a livello degli Stati Membri. In sintesi: ogni Stato Membro dovrà effettuare un’analisi di ampio respiro delle proprie esigenze specifiche e mettere a punto un Piano Strategico PAC; ogni Piano Strategico illustrerà come lo Stato Membro utilizzerà i finanziamenti della PAC per soddisfare tali esigenze, indicando anche gli strumenti cui ricorrere e definendo obiettivi specifici; ogni Piano Strategico dovrà essere approvato preventivamente dalla Commissione al fine di garantirne la coerenza con gli obiettivi a livello di Unione Europea; ogni anno gli Stati Membri dovranno presentare alla Commissione una relazione sull’efficacia dell’attuazione per illustrare i progressi verso gli obiettivi fissati, confrontandoli con i risultati pianificati. I Piani Strategici saranno controllati per garantire che non distorcano il Mercato Unico né creino oneri eccessivi per i beneficiari o le Amministrazioni. La Commissione riesaminerà in seguito le relazioni annuali e, se necessario, proporrà raccomandazioni per migliorare le prestazioni.
Una PAC più equa e un sostegno più mirato. I pagamenti diretti rimarranno una componente essenziale della nuova PAC, assicurandone la stabilità e la prevedibilità per gli agricoltori. Sarà data priorità al sostegno delle aziende agricole di piccole e medie dimensioni, che costituiscono la maggioranza nel settore agricolo dell’UE, e agli aiuti ai giovani agricoltori. La Commissione continuerà ad adoperarsi per una distribuzione più equa dei pagamenti diretti tra gli Stati Membri mediante la convergenza esterna. Inoltre, i pagamenti diretti agli agricoltori saranno ridotti a partire da 60.000 € e limitati a 100.000 € per azienda agricola. Si terrà debitamente conto del costo del lavoro. In questo modo si assicura una distribuzione più equa dei pagamenti; le aziende agricole di piccole e medie dimensioni riceveranno un sostegno più elevato per ettaro; gli Stati Membri dovranno accantonare almeno il 2% della dotazione relativa i pagamenti diretti per aiutare i giovani agricoltori ad avviare la propria attività. Tale iniziativa sarà integrata da un sostegno finanziario per lo Sviluppo rurale e diverse misure per facilitare l’accesso alla terra e i trasferimenti di terreni.
Azioni per favorire ricambio generazionale, qualità alimentare, salute umana e benessere animale. Le proposte della Commissione intendono incoraggiare il ricambio generazionale e la rigorosa conformità per salvaguardare la qualità degli alimenti, la salute umana e il benessere animale attraverso: il tutoraggio dei giovani agricoltori da parte di agricoltori più esperti; il miglioramento del trasferimento di conoscenze da una generazione all’altra o elaborazione di piani di successione; requisiti più rigorosi affinché gli agricoltori soddisfino le aspettative in materie di alimenti e salute; un collegamento più stretto tra sostegno finanziario e rispetto delle norme in materia di riduzione dell’uso di pesticidi; incoraggiamento della riduzione dell’uso di antibiotici.
Maggiori ambizioni per ambiente e clima. I cambiamenti climatici, le risorse naturali, la biodiversità, gli habitat e i paesaggi sono tutti aspetti compresi nelle proposte della Commissione. Il sostegno al reddito degli agricoltori dipende già dall’attuazione di pratiche rispettose dell’ambiente e del clima, ma la nuova PAC richiederà agli agricoltori di conseguire obiettivi ancora più ambiziosi grazie a misure obbligatorie e basate su incentivi: i pagamenti diretti saranno subordinati a requisiti ambientali e climatici più rigorosi; ciascuno Stato Membro dovrà offrire regimi ecologici che aiuteranno gli agricoltori ad andare oltre i requisiti obbligatori e che saranno finanziati con una quota delle dotazioni nazionali per i pagamenti diretti; almeno il 30% di ciascuna dotazione nazionale per lo Sviluppo rurale sarà dedicata alle misure ambientali e climatiche; il 40% del bilancio complessivo della PAC dovrebbe contribuire all’azione per il clima; oltre alla possibilità di trasferire il 15% delle dotazioni tra i pilastri, gli Stati Membri avranno anche la possibilità di trasferire un ulteriore 15% dal pilastro 1 al pilastro 2 per le spese relative alle misure climatiche e ambientali (senza cofinanziamento nazionale). Le proposte della Commissione delineano inoltre nuovi obblighi, quali: la conservazione dei suoli ricchi di carbonio attraverso la protezione di paludi e torbiere; uno strumento obbligatorio di gestione dei nutrienti al fine di migliorare la qualità dell’acqua e ridurre i livelli di ammoniaca e di ossido nitroso; rotazione anziché diversificazione delle colture; inclusione, da parte degli Stati Membri, di regimi ecologici nei Piani Strategici volti a sostenere e/o incentivare gli agricoltori a rispettare le pratiche agricole benefiche per il clima e l’ambiente, spingendosi oltre ai requisiti obbligatori.
Rafforzare l’utilizzo di conoscenze e innovazioni. Una PAC più moderna si avvarrà delle tecnologie e delle innovazioni più recenti, fornendo un aiuto sul campo agli agricoltori e alle pubbliche amministrazioni, in particolare: mettendo a disposizione un bilancio di 10 miliardi di € nell’ambito del programma di ricerca dell’UE Orizzonte Europa destinati a progetti di ricerca e innovazione nel settore dell’alimentazione, dell’agricoltura, dello Sviluppo rurale e della bioeconomia; incoraggiando gli Stati Membri a utilizzare i big data e le nuove tecnologie per i controlli e il monitoraggio (ad esempio, verificando le dimensioni dell’azienda agricola ai fini delle domande di pagamenti diretti mediante dati satellitari), con una conseguente diminuzione della necessità di effettuare controlli in loco; promuovendo la digitalizzazione della vita rurale, ad esempio ampliando l’accesso alla banda larga nelle regioni rurali, migliorando così la qualità della vita in queste regioni e contribuendo ulteriormente alla competitività della produzione agricola europea.
Prossime tappe. Un accordo nel 2019 sul prossimo bilancio a lungo termine consentirebbe una transizione agevole tra l’attuale bilancio a lungo termine (2014-2020) e quello successivo (2021-2027), garantendo la prevedibilità e la continuità dei finanziamenti a beneficio di tutti.
Fonte: Veneto Agricoltura Europe Direct
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