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Frutta nelle bibite, parte la mobilitazione Coldiretti

succhi-di-frutta“Basterebbe elevare anche solo di otto punti la percentuale minima di succo di frutta presente nelle bibite gasate e nelle altre bevande che si richiamano al gusto di frutta, passando dall’attuale 12 al 20 per cento, per avere subito, un consumo di oltre 200 milioni di chili di arance in più all’anno ed un prodotto sicuramente più sano”. Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, lancia la mobilitazione territoriale dell’organizzazione agricola per la trasparenza delle bevande a base di frutta attualmente in commercio. Un’azione partita dalla Confederazione nazionale e che si sta allargando a tutte le federazioni provinciali della Coldiretti.

Cambiare una normativa difesa in Europa solo dalle lobby industriali. Nei prossimi giorni, Coldiretti Rovigo, con incontri sul territorio ed attività di sensibilizzazione, inviterà l’amministrazione provinciale, i 50 comuni polesani, la Camera di commercio e le organizzazioni di categoria ad adottare ordini del giorno ad hoc per sollecitare il parlamento ad approvare un emendamento che innalzi la percentuale minima di frutta dal 12 al 20 per cento nei succhi e nelle bibite analcoliche. “E’ una battaglia di verità e trasparenza – spiega Giuriolo – ed invito tutti i nostri amministratori locali ad unirsi a noi. La nostra agricoltura ha il primato nella qualità e sanità degli alimenti e pertanto, ci sentiamo il dovere di essere all’avanguardia anche nella battaglia per cambiare una normativa che è difesa in Europa solo dalle grandi lobby industriali dell’aranciata e della simil-frutta”.

Vanificato l’iniziativa legislativa del governo italiano. La mobilitazione di Coldiretti nasce a pochi giorni da quando la stessa commissione Politiche europee della Camera dei deputati ha respinto l’emendamento alla Legge europea 2013 per l’innalzamento della percentuale minima di frutta, vanificando di fatto il lungo iter di iniziativa legislativa del governo italiano che era partito per aggirare la sordità della Commissione europea sul tema. “Sembra una piccola cosa – conclude il presidente Giuriolo – ma è una difesa della salute, della qualità dell’alimentazione e anche delle nostre produzioni di frutta made in Italy dalla logica delle multinazionali che, spesso, vogliono solo sfruttare l’idea della frutta ed il lavoro attento dei nostri frutticoltori, per confondere le idee del consumatore e di quei 23 milioni di italiani che consumano abitualmente bibite alla frutta, magari pensando di ‘bere frutta vera’. Ma Coldiretti garantisce il suo impegno ai produttori e ai consumatori per rimuovere un atto di autentica ingiustizia e la battaglia ora si sposterà in Parlamento”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Aumenta la percentuale di frutta nelle bibite italiane

La Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha dato il via libera in sede referente alla proposta di legge «Norme in materia di bevande analcoliche alla frutta, succhi di frutta e nettari, nonché di etichettatura, promozione e salvaguardia dei prodotti italiani». La proposta era stata presentata da Nicodemo Oliverio, parlamentare PD e capogruppo della commissione agricoltura alla Camera dei Deputati.

Si passa dal 12 al 20 per cento. «Questo intervento – ha spiegato Oliverio – innalza la percentuale di succo di frutta presente nelle bevande analcoliche a base di frutta. Questo produrrà delle ricadute positive in termini di tutela della salute dei consumatori, di innalzamento della qualità delle bibite prodotte e di vantaggi economici per i produttori di frutta». L’articolo 2 della proposta riguarda le bevande analcoliche che sono identificate in base alla denominazione (aranciata, limonata eccetera) e non in base al gusto. Per questo tipo di bevande si è deciso di alzare la percentuale di succo presente dal 12 per cento al 20 per cento. Per quanto concerne la produzione di agrumi, la Coldiretti ha stimato che ogni percentuale oltre il 12 per cento corrisponderebbe all’utilizzo di 250.000 quintali di arance, pari a circa 1.060 ettari di agrumeti. Al tempo stesso, l’obiettivo della norma è anche quello di assicurare ai consumatori una completa e corretta informazione sulle caratteristiche delle bibite analcoliche a base di frutta. In particolare, si prevede l’obbligatorietà dell’indicazione dell’origine della materia prima impiegata e dei nomi e della percentuale complessiva del frutto naturale.

(Fonte: Garantitaly.it)