Far sentire un’unica “voce” per gli agricoltori veneti nel confronto europeo sulla Pac. E’ l’impegno passato dalle parole ai fatti attraverso un documento unitario di confronto che vede per la prima volta insieme tutte le maggiori associazioni professionali del mondo agricolo Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri nell’obiettivo condiviso di portare proposte di modifica ai testi sulla nuova Pac proposti dalla Commissione europea. Il documento unitario è stato consegnato alla IV Commissione del Consiglio regionale Veneto, la commissione agricoltura, dai rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole. L’obiettivo è quello di presentare alla comunità europea richieste e correzioni concordate, in modo da definire una comune posizione negoziale regionale, da sostenere nelle diverse sedi del futuro confronto con le istituzioni.
Tutti d’accordo nel mettere al centro della nuova Pac l’imprenditore agricolo professionale e di indirizzare le risorse dopo la scadenza del 2013 alle aziende agricole in rapporto agli occupati a tempo pieno, ai progetti di sviluppo e innovazione, all’indirizzo produttivo, alla specializzazione e alla dimensione aziendale. “E’ questa la priorità della Pac dopo il 2013 – spiegano i vertici delle associazioni agricole venete – il punto di partenza dev’essere l’ impresa agricola professionale capace di promuovere modelli organizzativi più competitivi e in grado di valorizzare sui mercati la produzione agroalimentare”. Per giungere a questo traguardo, le associazioni di categoria del mondo agricolo venete hanno redatto il documento comune contenente le proposte e considerazioni relative alla riforma.
La leva della futura Pac 2014-2020 deve puntare all’‘efficienza del mercato, al rafforzamento delle organizzazioni di produttori, alla diffusione dell’economia contrattuale, alle misure per favorire il ricambio generazionale e al sostegno degli strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) per contenere gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi di mercato: “ Siamo ad una svolta – concludono le associazioni di categoria del mondo agricolo – Prima di adesso i contributi sono stati erogati a chicchessia. Ora, se la politica tutta concorda, possiamo riconoscere la valorizzazione dell’attività dell’imprenditore agricolo che vive coltivando direttamente la campagna. Cosa che fino ad oggi non è avvenuta, generando diffusi sentimenti di scontento tra i veri agricoltori. Se finora le rendite fondiarie hanno guidato la Pac, è arrivato il momento di cambiare rotta”.
(fonte: Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri)
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