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Transumanza, candidatura trasnazionale Italia, Grecia e Austria a patrimonio Unesco. Coldiretti Veneto, necessità di creare dei “corridoi verdi” per mettere pace tra pastori e amministrazioni pubbliche.

foto Coldiretti Veneto

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha presentato formalmente a Parigi ieri, martedì 27 marzo, la candidatura transnazionale de “La Transumanza” come patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco. La candidatura è stata avanzata dall’Italia come capofila insieme alla Grecia e all’Austria. Il processo di valutazione internazionale vedrà coinvolto un organo di esperti tecnici indipendenti, la successiva decisione da parte del Comitato di governo dell’Unesco si avrà nel novembre 2019.

Nella nota stampa del Ministero dell’Agricoltura, si specifica che: La pratica tradizionale della Transumanza rappresenta la migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che, insieme ai loro cani e ai loro cavalli, si spostano in differenti zone climatiche, percorrendo le vie semi-naturali dei tratturi. Il viaggio dura giorni e si effettuano soste in luoghi prestabiliti, noti come “stazioni di posta“. La transumanza quale elemento culturale, dal forte contenuto identitario, ha saputo nei secoli creare forti legami sociali e culturali tra praticanti e i centri abitati da essi attraversati, nonché rappresentare un’attività economica sostenibile caratterizzata da un rapporto peculiare tra uomo e natura, influenzando con la sua carica simbolica tutti i campi dell’arte. La transumanza è ancora oggi praticata sia nel Centro e Sud Italia, dove sono localizzati i Regi tratturi, partendo da Amatrice (nella cui piazza principale si svolgeva storicamente la grande festa dei pastori transumanti) e Ceccano nel Lazio ad Aversa degli Abruzzi e Pescocostanzo in Abruzzo, da Frosolone in Molise al Gargano in Puglia. Pastori transumanti sono ancora in attività anche nell’area alpina, in particolare in Lombardia e nel Val Senales in Alto Adige. La redazione del dossier di candidatura, coordinata a livello internazionale dal Gruppo di Lavoro Unesco, del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, presieduto dal prof. Pier Luigi Petrillo, ha visto il coinvolgimento delle comunità italiane che in questi anni hanno attivamente lavorato alla valorizzazione e salvaguardia della transumanza e del fondamentale apporto di famiglie e pastori che hanno saputo mantenere negli anni la vitalità della pratica, nonostante le difficoltà socioeconomiche e lo spopolamento delle aree rurali”.

Necessità di creare corridoi verdi. Pur notando l’assenza del Veneto tra le regioni citate nel rapporto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Coldiretti Veneto applaude all’iniziativa e afferma, in una nota: “Ci piace pensare che questa candidatura porti la pace tra amministrazioni pubbliche e i pastori che scendono a valle (vedi nostro articolo al riguardo) perpetuando una pratica che si perde nella notte dei tempi. La pastorizia è un’attività che sta riscoprendo l’interesse dei giovani, in particolare delle donne. I percorsi storici in Veneto interessano le province di Vicenza e Belluno con provenienze in pianura dall’Altopiano di Asiago o da Agordo, in alcuni casi si tratta di eventi di richiamo turistico oltre che di manifestazioni popolari. I tragitti tramandati da generazioni sono ormai diventate “tappe motorizzate”: la cementificazione del territorio, unita alla burocrazia impediscono il transito degli animali che devono comunque nutrirsi. Per questo creare dei veri e propri “corridoi verdi” potrebbe essere un sostegno per un settore antico che resiste alla modernità ed è foriero di innovazione e di nuova occupazione. Sono circa un centinaio i pastori di nuova generazione che compiono lunghe o brevi traversate di terra – stima Coldiretti – tutelando un patrimonio zootecnico di oltre 55 mila pecore e quasi 17 mila capre, per un totale di poco meno di 72 mila capi: una frazione inferiore all’uno per cento del totale italiano (oltre 9 milioni di capi), ma non per questo non meritevole di attenzione”.

Fonte: Servizio stampa Ministero delle Politiche Agricole/Coldiretti Veneto