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Agricoltura bio, in Europa è donna. In Veneto, prime prove di biodistretto e accordi di filiera.

agriturismo_donnaL’agricoltura biologica vale a livello nazionale più di 2,5 miliardi di euro. Il valore rispetto all’anno precedente è cresciuto del 20% ed è destinato  a crescere se si affiancano i numeri prodotti degli operatori biodinamici. Più che si nicchia di mercato è giusto parlare di distretto e dunque di un sistema competitivo a livello europeo.

Gli occupati del settore in Italia sono circa 220mila. Bassa l’età media: il 61,3% degli agricoltori biologici in Europa ha meno di 55 anni (contro il 44,2% dell’agricoltura convenzionale). A livello europeo il biologico è praticato soprattutto da donne: prime tra tutte le lettoni, poi le croate, al terzo posto le italiane col 30%. Elevata la scolarizzazione: il 50% dei produttori biologici ha il diploma di scuola media superiore, il 17% la laurea. Alta anche la propensione all’utilizzo delle nuove tecnologie: più della metà usa internet.

In Veneto gli agricoltori bio che coltivano 15mila ettari di superficie regionale sono circa 2mila, le conversioni aziendali aumentano tanto da riorientare le misure di finanziamento previste dal Programma di Sviluppo Rurale.  Di biodistretto e accordi di filiera per garantire sempre di più il consumatore si è discusso ieri a Mestre (VE) in Coldiretti Veneto in un incontro organizzato tra agricoltori, consorzi agrari e ditte private, tra queste la padovana Agricola Grains Spa che ha sede ad Arre e si occupa dal 1991 di coltivazioni e granaglie biologiche.  L’evento voluto dal direttore regionale Pietro Piccioni ha messo al centro delle valutazioni  la fattibilità concreta di organizzare una filiera nel settore in grado di valorizzare sia il territorio che il reddito aziendale. A guidare i lavori Angelo Frascarelli della Facoltà di Economia dell’Università di Perugia, esperto di Politica Agricola Comunitaria, che ha sottolineato come la continua pesantezza dei listini di cereali e oleaginose convenzionali complica le scelte colturali mentre la richiesta di bio 100% italiano emerge sempre più.  Scegliere il biologico,  dunque, è conveniente per tutti non solo per l’esistenza di sostegni mirati ma grazie al miglioramento delle rese frutto dell’innovazione tecnica e della coltivazione selezionata.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto.