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Firmato protocollo d’intesa tra Istituzioni, enti e organizzazioni agricole per contrastare le infiltrazioni mafiose in Veneto

i tre rappresentanti di Confagricoltura (Bonaldi), Cia (Passarini) e Coldiretti (Salvagno) che hanno siglato l’accordo come organizzazioni agricole insieme ai rappresentanti istituzionali del Veneto

Ieri, martedì 30 luglio 2019,  è stato firmato a Venezia un Protocollo d’Intesa con la Regione Veneto e altre organizzazioni sindacali ed enti per contrastare il fenomeno delle infiltrazioni criminali nel tessuto sociale e produttivo, che si sta diffondendo anche in Veneto.

Uniti contro le mafie e per sostenere le vittime del racket in Veneto. Al riguardo, Confagricoltura Veneto, esprimendo soddisfazione per l’intesa, commenta: “Come organizzazioni agricole lo scorso maggio abbiamo siglato il protocollo di intesa in materia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura – sottolinea Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presente per l’organizzazione agricola come membro del direttivo-. Ora compiamo un ulteriore sforzo per combattere le mafie, che minacciano l’economia veneta e di conseguenza la sicurezza lavorativa e la competitività. Come agricoltori vogliamo impegnarci a fondo per promuovere servizi e progetti sui temi della legalità, adottando anche percorsi formativi rivolti agli imprenditori agricoli e assistendo chi cade nella rete criminale. Intendiamo avviare anche azioni di supporto finanziario alle aziende in difficoltà, per ridurre il rischio che chi è vittima della mafia cada anche in mano agli strozzini. Infine, non esiteremo a segnalare i comportamenti illeciti alle forze di polizia e alla magistratura”.

Veneto non immune dal malaffare, specie nel settore primario. Daniele Salvagno (Coldiretti Veneto) ha evidenziato la costituzione dell’Osservatorio contro la criminalità nell’agroalimentare presieduto dall’ex Procuratore Giancarlo Caselli avvenuta nel 2014. “Studi, dossier, ricerche e indagini svolte dal Comitato Scientifico della Fondazione rivelano che il Veneto non è immune al malaffare – ha sottolineato Salvagno – in particolare per quanto riguarda il settore primario dove il patrimonio enogastronomico, con tipicità blasonate conosciute ai vertici mondiali, è copiato e scimmiottato in Europa come a livello internazionale. Il rischio è che per le Olimpiadi invernali, tra fake news e infiltrazioni, turisti ed atleti chiedano nelle tavole dei ristoranti locali il ‘Parmesan’ al posto del Parmigiano Reggiano o ‘Kresecco’ come spumante italiano. L’industria dei tarocchi – ha concluso – è più furba della buona reputazione delle nostre aziende agricole. Gli agricoltori meritano la stessa disciplina e il rispetto che mettono ogni giorno nel loro lavoro”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto/Coldiretti Veneto