In Alto Adige sono circa 1.000 le aziende agricole attive nel settore piccoli frutti e drupacee per complessivi 155 ettari coltivati con piccoli frutti (di cui 110 ettari a fragole e 30 ettari con lamponi) e circa 140 ettari a drupacee, suddivisi fra albicocche, ciliegie e prugne. Durante il convegno annuale del settore tenutosi venerdì 10 febbraio scorso a Terlano (BZ), l’assessore all’agricoltura della Provincia di Bolzano Hans Berger ha sottolineato come queste coltivazioni di nicchia stiano assumendo sempre maggior importanza e possano costituire una fonte alternativa di reddito.
Presto un servizio di consulenza ad hoc. È necessario, però, valutare attentamente le condizioni base prima di avviare queste tipologie di coltivazione. I piccoli frutti richiedono, infatti, una grande quantità di acqua ed un maggior carico lavorativo; inoltre, deve esserci la possiblità di uno smercio diretto e rapido in considerazione della freschezza richiesta al prodotto. Per venire incontro alle esigenze degli agricoltori che intendono attivare tali coltivazioni l’assessore Berger ha annunciato l’intenzione di istituire un servizio di consulenza ad hoc.
Il punto sulla Drosofila Suzukii. Durante il convegno di Terlano si è fatto anche il punto in merito alle attuali conoscenze sulla Drosofila suzukii, un moscerino della frutta polifago proveniente dall’Asia orientale che colpisce preferibilmente piccoli frutti, ma anche drupacee ed uva durante la loro maturazione. Le attività di monitoraggio della drosofila su tutto il territorio della provincia di Bolzano sono partite subito dopo la scoperta dell’insetto in Alto Adige nel 2010. Gravi danni si sono registrati nel 2011 sulle colture dei piccoli frutti, colpita anche la viticoltura, soprattutto la varietà schiava.
Gli studi. Come ha spiegato Roland Zelger, esperto del Centro di Sperimentazione Laimburg, “Abbiamo inserito la D. suzukii tra i punti chiave della nostra ricerca ed avviato più progetti di ricerca su questo parassita”. I ricercatori del Centro Laimburg stanno allevando con successo la D. suzukii per indagare la biologia e gli stadi di sviluppo dell’insetto dove le conoscenze sono ancora scarse. Nella ricerca collaborano strettamente con il Centro di Consulenza per la fruttiviticoltura. I dati acquisiti servono per conoscere, quali sono le altitudini e colture colpite preferibilmente dalla drosofila e sotto quali sono le condizioni climatiche ottimali per il suo sviluppo e come si comporta. Nelle serre del Centro Laimburg si studia quale stimolo – colore e/o grado di maturazione del frutto – spinge il parassita a colpire i frutti e se si può prevenire alla moltiplicazione della drosofila rimuovendo i frutti colpiti. “Tutti questi dati servono per valutare i rischi in materia e per sviluppare contromisure”, sottolinea Zelger. Il Centro di Sperimentazione scambia continuamente le conoscenze sulla D. suzukii con altri istituti di ricerca in Italia e all’estero. Nell’ambito della cooperazione con la Fondazione Edmund Mach (Istituto agrario di S. Michele all’Adige) gli organismi invasivi come la drosofila suzukii formano un nucleo tematico da lavorare assieme al Centro Laimburg.
(Fonte: Provincia di Bolzano)
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