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Omnibus agricolo, semplificazione della Pac (e non solo) nel mirino. A metà ottobre 2017, Veneto Agricoltura organizzerà un incontro in vista del termine della discussione tra Consiglio e Commissione europei.

Paolo De Castro

Iniziati ai primi di luglio, i negoziati sulla parte agricola del Regolamento Omnibus, presieduti dal primo vice presidente Paolo De Castro, correlatore insieme al collega Albert Dess del parere del Parlamento europeo, si annunciano ambiziosi per contenuti e obiettivi. “Il Regolamento Omnibus rappresenta un’importante
opportunità per semplificare alcune problematiche che i nostri agricoltori hanno riscontrato nei primi tre anni di applicazione della PAC 2014-2020 – ha detto al riguardo De Castro – ma soprattutto rappresenta molto probabilmente l’unico atto legislativo dove poter intervenire sulla PAC”.

Rischio esclusione della parte agricoal dall’accordo finale. “La proposta del Parlamento – prosegue l’europarlamentare – si attiene a tre obiettivi principali: la semplificazione delle procedure, il rafforzamento degli strumenti di gestione dei rischi e il miglioramento delle misure di mercato. L’Europarlamento, pur condividendo largamente la proposta del Commissario all’Agricoltura, Phil Hogan, havoluto essere più ambizioso della Commissione cercando di ottenere dei risultati in più per gli agricoltori europei. Al momento, la posizione del Consiglio non è ancora definita ma ci auguriamo possa convergere sulla posizione del Parlamento europeo. Speriamo sia possibile avere uno spirito collaborativo e costruttivo durante tutta la fase negoziale al fine di non rischiare che gli sforzi fatti finora per raggiungere un risultato che semplifichi e migliori l’applicazione della PAC per i nostri agricoltori, possano essere vanificati con un’esclusione della parte agricola della proposta dall’accordo finale. In questo senso, voglio ricordare che non ci sarà alcun accordo se non sarà completato il negoziato su tutti e quattro gli articoli riguardanti i quattro atti di base della PAC”.

In cosa consiste il Regolamento Omnibus agricolo oggetto di discussione in questi mesi tra le Istituzioni europee? Vediamo, in sintesi, i punti salienti. Il 10 aprile di quest’anno il Comitato speciale Agricoltura (CSA) ha annunciato la sua posizione sulla parte agricola della proposta che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’UE, il cosiddetto Regolamento Omnibus. In linea con la proposta della Commissione, la posizione del Consiglio punta a semplificare ulteriormente la Politica Agricola Comune (PAC) apportando una serie di miglioramenti tecnici ai quattro Regolamenti della stessa PAC, vale a dire: i Pagamenti diretti, lo Sviluppo rurale, l’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) e il Regolamento orizzontale. Le nuove norme dovrebbero entrare in vigore all’inizio del 2018.

Elementi confermati dal CSA. Il CSA ha confermato la maggior parte degli elementi della proposta della Commissione, quali lo strumento di stabilizzazione del reddito (la soglia che innesca tale meccanismo viene abbassata e parte ora dal 20% del calo di reddito); si introduce inoltre uno strumento specifico per settore; gli agricoltori in attività (la relativa condizione è resa facoltativa per gli Stati membri); gli strumenti finanziari (se ne promuove l’uso attenuando le norme applicabili); i produttori nel settore ortofrutticolo (le procedure per concedere un aiuto finanziario nazionale vengono semplificate); la disciplina finanziaria (si semplifica la procedura, che d’ora in poi sarà gestita unicamente dalla Commissione).

Differenze Consiglio/Commissione. La posizione del Consiglio diverge dalla proposta della Commissione per quanto riguarda: il pascolo permanente (si prevedono modifiche supplementari al regime dei pagamenti diretti, così da concedere agli Stati Membri una maggiore flessibilità nell’applicazione nazionale dell’obbligo corrispondente); il regime per i Giovani agricoltori (mentre nel Regolamento sullo Sviluppo rurale la flessibilità proposta è mantenuta, in quello sui Pagamenti diretti si è preferito fissare norme stabili per gli agricoltori); il sostegno accoppiato facoltativo (viene aggiunta la possibilità di eseguire una revisione annuale); la regola del 50/50 (il Consiglio ha respinto la proposta della Commissione di eliminare la cosiddetta “regola del 50/50” per la condivisione dei pagamenti irregolari non recuperabili).

Prossime tappe: in arrivo anche un incontro promosso da Veneto Agricoltura. I triloghi tra la Presidenza del Consiglio e i rappresentanti della Commissione e del Parlamento (i cui obiettivi, come sottolinea l’on. De Castro, sono più ambiziosi rispetto a quanto ha osato l’Esecutivo) si concluderanno nel prossimo mese di ottobre. Segnaliamo che proprio nella seconda metà di ottobre, Veneto Agricoltura organizzerà a Legnaro (Pd) sul tema dell’Omnibus agricolo un focus che vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle Istituzioni europee, nazionali e locali, dell’Università, delle Organizzazioni agricole e dei produttori.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

Regolamento Omnibus, il parere della Commissione Agricoltura e delle organizzazioni agricole europee

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi“Bene gli sforzi dell’Esecutivo, ma la proposta va “spacchettata” per rendere efficaci le modifiche”. Il progetto di regolamento Omnibus proposto dalla Commissione europea è passato sotto il fuoco di numerosi membri della Commissione Agricoltura dell’Europarlamento, presente il Commissario all’Agricoltura, Phil Hogan.

In sintesi, i deputati hanno sottolineato che la revisione del Quadro Finanziario Pluriennale non è lo strumento giusto per cambiare il nucleo della PAC e che l’Omnibus dovrà essere “spacchettato” al fine di garantire che gli elementi della politica agricola europea siano debitamente esaminati così da garantire agli agricoltori una reale semplificazione. La maggioranza dei deputati ha, dunque, accolto gli sforzi dell’Esecutivo volti a semplificare la PAC, ma allo stesso tempo ha sottolineato che, così come si presenta, tale proposta non introdurrà nessuna reale semplificazione che possa fornire rapidamente risultati tangibili agli agricoltori.

Lo “spacchettamento” del regolamento. Per questo, come accennato, è stato chiesto di suddividere il progetto di regolamento Omnibus per garantire che ogni campo sia adeguatamente esaminato dai membri delle Commissioni parlamentari con la dovuta competenza. Diversi deputati hanno, inoltre, criticato l’idea di concedere maggiore discrezionalità agli Stati Membri circa la definizione di “agricoltore attivo” (soggetti ammissibili ai pagamenti diretti della PAC). Tale proposta rischia di far sì che soggetti “non agricoli” possano accedere ai finanziamenti europei destinato agli agricoltori, distorcendo così la concorrenza. Nel corso della seduta, i deputati hanno anche discusso della proposta di modifica dello strumento di stabilizzazione del reddito agricolo, della riserva di crisi, degli strumenti per aiutare i giovani agricoltori ad accedere più facilmente al credito, della difficile situazione nella catena di approvvigionamento alimentare, di greening e Brexit.

Cosa ne pensano le organizzazioni agricole europee. Secondo Copa-Cogeca, le proposte di cambiamento allo strumento di stabilizzazione del reddito, incluso nella politica europea di Sviluppo rurale, sono state formulate poiché lo strumento era utilizzato poco. La Commissione europea considera che i cambiamenti ne faciliteranno l’uso da parte degli Stati Membri affinché l’aiuto possa essere attivato quando la perdita di reddito in azienda è del 20% e non del 30%. Al riguardo, Pekka Pesonen, Segretario generale di Copa-Cogeca, ha comunicato alla Presidenza di turno slovacca che “i nuovi provvedimenti rappresentano un passo positivo che dovrebbe incentivare l’applicazione del regime e permettere di orientare meglio gli aiuti, in particolare per i settori lattiero-caseario e delle carni bovine”.

Cambiamenti agli strumenti finanziari. La proposta di “Regolamento Omnibus” include anche dei cambiamenti agli strumenti finanziari, pensati per facilitare l’accesso al credito per gli agricoltori nell’ambito della politica europea di Sviluppo rurale. Al riguardo, Copa-Cogeca ha chiesto ulteriori cambiamenti affinché vi sia una risposta migliore in tempi di crisi, in particolare nei settori lattiero-caseario e della carne suina. In merito alle modifiche alla definizione di “agricoltore attivo”, che consentirebbe agli Stati Membri una maggiore discrezionalità, Copa-Cogeca avvisa che ciò potrebbe causare differenze significative su come vengono applicate le norme negli Stati Membri e minore armonizzazione nell’attuazione.

Inverdimento della PAC. Copa-Cogeca ha appoggiato la richiesta formulata dai Ministri agricoli europei di cambiare le proposte relative alla semplificazione delle misure di inverdimento nell’ambito della PAC, indicando che alcune delle misure contemplate dalla Commissione non faciliteranno la vita degli agricoltori. In particolare, appare discutibile il fatto che l’Esecutivo stia considerando il divieto di utilizzo dei pesticidi per le colture proteiche nelle aree di interesse ecologico (AIE): “Questo provvedimento non porta alcuna semplificazione”, ha sentenziato Copa-Cogeca.

Mercati agricoli. Il Segretario generale dell’Organizzazione agricola europea si è soffermato anche sulla situazione fragile dei mercati dei prodotti di base in cui i produttori sono colpiti da prezzi di mercato bassi e costi di produzione elevati. Il settore cerealicolo europeo si trova attualmente in condizioni critiche: la Francia e l’Irlanda, per esempio, sono state severamente colpite. L’offerta mondiale di cereali sta raggiungendo livelli record e i prezzi del frumento sono al livello più basso degli ultimi 10 anni: “Di conseguenza consideriamo che un aiuto di emergenza debba essere concesso agli agricoltori per evitare la bancarotta”.

Fonte: Europe Direct Veneto