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La scomparsa di Renato Guerriero, l’autorevolezza veneta a servizio del riscatto del Sud. Il ricordo del Presidente Argav.

Renato Guerriero(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav). Renato Guerriero, figura di primo piano nel mondo accademico ed imprenditoriale veneziano, è scomparso alle prime ore del giorno di Pasqua; fu anche nostro ospite in una serata ad Arzerello, nel circolo Wigwam.

Amore per la dieta mediterranea e il Salento. Più che come padre di un amico, lo conobbi quando mi interessai di un’esperienza d’avanguardia, di cui pochi sapevano, guidata da un veneto e nata nel polo tecnologico-scientifico di Mesagne, in Puglia. Terminata la sua “prima” vita professionale a Venezia, il professor Guerriero (facilmente riconoscibile dall’onnipresente fifi, che ne impreziosiva la figura) ne aveva avviato una seconda, nata dall’amore per la dieta mediterranea e poi, più in generale, per il Salento e l‘agricoltura di quella terra, incentivato dall’importante incarico professionale, cui venne destinato.

Salento e Veneto, più vicini che lontani. Il suo orgoglio fu dimostrare che si poteva fare ricerca d’eccellenza anche in una regione del Sud, nonostante alcune indubbie difficoltà “ambientali”: l’importante era valorizzare i caratteri, che storicamente avvicinano il Salento al Veneto, piuttosto che quelli che lo vogliono far precipitare nei più beceri meandri del Sud Italia. La sua scommessa era dimostrare, forte della sua autorevolezza, che si potevano superare i luoghi comuni, dando credibilità a chi la meritava.

Una start up nel settore agroalimentare. Il suo obbiettivo lo raggiunse, costituendo, con maestranze locali, una “start up” per l’applicazione di nuove tecnologie all’industria agroalimentare, rispettandone pienamente le caratteristiche organolettiche. Furono anni di un pendolarismo Venezia-Brindisi, vissuti con l’energia giovanile di un pensionato, che aveva trovato modo di innovare, restituendola al territorio, la sapienza di quegli olivi, scoperti in età matura; nell’ottobre scorso era stato eletto presidente della Fondazione Dieta Mediterranea: l’ultimo tributo di una terra a chi, innamorandosene, ne aveva testimoniato il riscatto.