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Imprese agricole: a fine 2010 ne sono state chiuse 50mila, in 10 anni 500mila. Pochi i giovani.

Il 2010 si chiudera’ con 50 mila imprese agricole in meno rispetto al 2009, con una contrazione del 2,4%. Sono le stime diffuse dalla Cia, sottolineando che si tratta di ”un quadro allarmante al quale si aggiunge il fatto che dal 2000 hanno chiuso i battenti piu’ di 500 mila imprese”. Nel 2010, inoltre, la Cia stima un calo del 3,5% degli investimenti imprenditoriali. Inoltre, osserva la Confederazione italiana degli agricoltori, solo 112 realta’ imprenditoriali hanno un conduttore giovane, il 6,6 per cento del totale. ”Il che significa che nell’agricoltura italiana non vi e’ ricambio generazionale: soltanto il 16 per cento delle nuove aziende e’ guidato da un giovane e solo nel 2,3 per cento delle aziende storiche e’ subentrato un giovane nella conduzione”.

(fonte Asca)

Italia: troppi ostacoli al ricambio generazionale in agricoltura

In Italia il ricambio generazionale in agricoltura permane sempre ai livelli più bassi d’Europa. I conduttori agricoli sotto i 40 anni è pari al 6,9% con un costante trend in diminuzione dagli anni 2000. Di contro quelli con età superiore a 65 anni è di oltre il 44%. Occorre, per questo motivo, sviluppare politiche ed interventi che diano impulso all’imprenditoria giovanile, permettano l’apertura di nuove imprese e favoriscano l’attrattività e la sostenibilità dell’attività agricola.

Progetto giovani. Questi i punti ribaditi da una delegazione dell’Agia (Associazione giovani imprenditori agricoli) della Cia-Confederazione italiana agricoltori durante l’audizione presso la Commissione Agricoltura del Senato alla quale sono stati presentati e illustrati il “Progetto giovani” e il documento programmatico della terza Assemblea elettiva del febbraio scorso. E’ stata la presidente dell’Agia Gianfranca Pirisi a mettere in evidenza sia le nuove difficoltà che le peculiarità del mondo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura nell’attuale momento di crisi e, nel contempo, ad avanzare una serie di proposte per un rilancio del settore. L’Europa – è stato rilevato – attribuisce grande attenzione alla partecipazione dei giovani alla politica agricola e non. Ne è la prova il coinvolgimento di tutte le rappresentanze giovanili a livello europeo in merito alla discussione sulla Pac post 2013. Un meccanismo, quello della condivisione, ulteriormente sancito dall’applicazione del trattato di Lisbona.

Le difficoltà incontrate dai giovani agricoltori. Per questa ragione, l’Agia-Cia, convinta che la concertazione e il dialogo siano fondamentali per la crescita e lo sviluppo del Paese, ha chiesto con forza che, come avviene in Europa, anche in Italia venga posta la stessa attenzione nel coinvolgimento dei giovani rispetto alle politiche a loro dedicate e non solo. Nel nostro Paese sussistono, infatti, molte difficoltà legate all’insediamento giovanile. Tra queste, ci sono la scarsa mobilità fondiaria e l’accesso al bene terra, gli alti costi di avviamento, l’incertezza delle prospettive economiche, la scarsità di formazione e servizi di consulenza adeguati. Ostacoli ai quali si aggiungono gli oneri amministrativi connessi all’esercizio dell’attività agricola, gli elevati prezzi di affitto e di acquisto dei terreni, gli alti costi dei macchinari, ed in generale, degli investimenti. Barriere fiscali e legali e in alcuni casi il forte rischio di “marginalità” delle aree rurali, la carenza di infrastrutture, di logistica, di mobilità, dei servizi civili e socio-sanitari, che condizionano la qualità della vita, completano il quadro dei problemi dei giovani che intendono intraprendere l’attività agricola.

Il rimedio: agire su fisco e credito. L’attuale situazione economica – ha ricordato la presidente dell’Agia Pirisi – ha influito negativamente sui redditi degli agricoltori, ma ha costituito un ulteriore ostacolo per i giovani imprenditori agricoli e alla stessa volontà di fare impresa in agricoltura. In tale contesto economico è essenziale agire tempestivamente e direttamente in difesa dei redditi delle nuove e giovani imprese agendo soprattutto su fisco e credito.

(fonte Agi)

Galan a Ue: su Pac, la superficie non sia l’unico parametro per gli aiuti

Giancarlo Galan, Ministro Politiche Agricole Alimentari e Forestali

”Desidero sottolineare fin d’ora che nel futuro della Pac non possiamo considerare la superficie quale unico parametro per l’erogazione degli aiuti diretti. Un modello cosi’ concepito penalizzerebbe quelle regioni europee ove i produttori hanno lavorato con maggior impegno per realizzare un’agricoltura di qualità”’. Cosi’ il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan a Me’rida, in Spagna, per il Consiglio informale europeo dei ministri dell’Agricoltura della Ue.

Tutela per i prodotti Ig. ”Inoltre – ha aggiunto Galan – vorrei ricordare la questione delle falsificazioni dei nostri prodotti d’eccellenza. Su questo tema l’Unione Europea non puo’ continuare ad avere un atteggiamento remissivo. Occorre negoziare in sede internazionale per ottenere una tutela efficace, su tutti i mercati, per i nostri prodotti ad indicazione geografica”. L’agricoltura e l’industria agroalimentare europee, ha spiegato il ministro, ”contribuiscono in misura sostanziale alla crescita economica e all’occupazione e possono costituire un volano importante per il rilancio dell’economia dell’Unione Europea. Stiamo attraversando un periodo difficile per l’economia mondiale, e la crisi degli anni scorsi ci ha lasciato alcuni importanti insegnamenti. Abbiamo imparato che gli strumenti finanziari non possono sostituire il ruolo dell’economia reale, e che soltanto la produzione e lo scambio di beni e servizi possono assicurare la crescita. Per questo il settore primario rimane strategico”.

Migliorare la competitività e la modernizzazione delle aziende. L’Europa, ha proseguito, ”ha saputo costruire nel corso dei decenni un modello agroalimentare capace di garantire la disponibilita’ di alimenti sani e di elevata qualita’. La Pac puo’ giocare un ruolo fondamentale nella strategia ‘Europa 2020‘, contribuendo alla ripresa economica. E’ pero’ necessario focalizzare la nostra attenzione sul miglioramento della competitivita’ e sulla modernizzazione delle aziende, stimolando l’innovazione. Inoltre, dobbiamo predisporre misure piu’ efficaci che possano favorire un ricambio generazionale e l’insediamento dei giovani nei nostri campi per dare un futuro reale alla nostra agricoltura”. Secondo il ministro ”e’ fondamentale migliorare e rendere trasparente il funzionamento della catena alimentare. E’ necessario dotare la Pac di meccanismi che consentano di integrare il reddito dei produttori nei periodi di crisi, misure semplici applicabili in tutte le diverse realta’ regionali”.

(fonte Asca)