“Faccina vigile”: così Paolo De Castro, utilizzando gli emoticons, ha risposto ad una precisa domanda sul contenuto della nuova PAC presentata ieri dal Commissario UE Dacian Ciolos. De Castro, Presidente della Comm.ne Agricoltura del Parlamento europeo era in collegamento telefonico diretto con la sala riunioni di Veneto Agricoltura, dove, più di 120 persone, tra presidenti, direttori, dirigenti regionali, funzionari, tecnici, professori universitari, studenti della Facoltà di Agraria di Agripolis, avevano aderito all’invito dell’Azienda regionale ad una “diretta” sull’Europa agricola 2014-2020.
I presenti alla “diretta”. I più importanti economisti agricoli italiani, Angelo Frascarelli (Università di Perugia), Vasco Boatto (Università di Padova) e Paolo De Castro sono stati gli interlocutori della Tavola Rotonda che l’Ufficio Stampa-Europe Direct di Veneto Agricoltura ha organizzato oggi “live” con Bruxelles per un commento a caldo sulle neoproposte europee. Assieme a loro Andrea Povellato dell’Inea, Edi De Francesco (Università di Padova) e Paolo Pizzolato (Amm.Unico di Veneto Agricoltura).
L’Italia porterà a casa il 18% in meno di risorse. Frascarelli ha sostenuto, dipingendo un quadro complesso che richiederà l’impegno del Governo e delle Regioni per le opportune correzioni, che alla fine se non ci saranno modifiche, l’Italia porterà a casa il 18% in meno di risorse con questa Riforma. Paolo Pizzolato ha chiesto, ora più che mai, unità tra le varie componenti per fare l’indispensabile massa critica. Vasco Boatto ha concordato sulle valutazioni dei colleghi chiedendo che su base regionale si attivino tutti i tavoli per definire le osservazioni che dovranno essere portate a Roma e poi a Bruxelles. Soprattutto Giunta e Consiglio regionale, come è emerso dalla discussione, avranno l’opportunità di definire un quadro di proposte a sostegno della peculiarità dell’agricoltura veneta, a difesa dell’originalità e qualità delle nostre produzioni. Daniele Toniolo, Presidente della CIA regionale veneta, al proposito, si è espresso in modo fortemente negativo di fronte alla proposta Ciolos, chiedendo un particolare impegno degli organismi regionali e ministeriali affinchè la nostra agricoltura non venga ancora una volta penalizzata su base europea.
Il parere di Coldiretti Veneto. “Invece di definire gli agricoltori attivi in base a quello che effettivamente fanno, la riforma della Politica Agricola Comunitaria li definisce solo in base alla quantità di aiuti che ricevono premiando così le rendite e le dimensioni e non certo il lavoro e gli investimenti”. Coldiretti Veneto alza i toni in riferimento al varo da parte della Commissione Europea del testo proposta della PAC ricordando che le risorse devono andare agli imprenditori agricoli veri che producono cibo, contribuiscono all’occupazione e alla crescita e, soprattutto, vivono di agricoltura lontani da logiche di rendita, in coerenza con la strategia Europa 2020. Un negoziato che si prospetta difficile con una trattativa tutta in salita ma c’è la convinzione di mettere in campo ogni azione utile per realizzare un modello piu’ equo e giusto condiviso con le altre organizzazioni agricole e con la stessa Regione Veneto in considerazione della riduzione del budget che l’Italia non merita affatto. In gioco – riassume la Coldiretti – ci sono per l’Italia circa 6 miliardi di fondi comunitari all’anno per i prossimi sette anni, ma soprattutto il futuro di 1,6 milioni di imprese agricole che danno occupazione a circa un milione di dipendenti e che garantiscono il presidio territoriale di oltre 17 milioni di ettari di terreno coltivato totale dal quale nascono produzioni da primato che danno prestigio e competitività al Made in Italy nel mondo.
(fonte Veneto Agricoltura/Coldiretti Veneto)
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