“Andiamo a chiederlo agli abitanti dei comuni alluvionati del padovano e del modenese se i danni li hanno avuti solo gli agricoltori o tutti quanti. Gli investimenti per la sicurezza idraulica e la bonifica non riguardano solo le campagne, ma tutta la comunità”. Il presidente di Coldiretti Rovigo Mauro Giuriolo, interviene a bollare come disinformata la provocazione di qualche organizzazione sindacale secondo cui i consorzi di bonifica dovrebbero essere finanziati ancora di più (di quanto già non avvenga), dalle quote dei proprietari di campi, in quanto sarebbero gli unici beneficiari delle attività di bonifica.
In Polesine, per ora il rischio è sotto controllo, ma quanto potrà durare? Un’affermazione sconfessata dai disastri provocati da esondazioni e frane che avvengono ormai frequentemente anche in Veneto, a causa dei cambiamenti climatici, ma soprattutto, per evidenti carenze di manutenzione e gestione consapevole del rischio idraulico, attraverso lo strumento delle attività di bonifica. “Fra l’altro – aggiunge il direttore di Coldiretti Silvio Parizzi – gli agricoltori contribuiscono quotidianamente alla sicurezza del territorio, anche col presidio diretto delle affossature di campagna, cioè la piccola rete di scoli privati tra i campi coltivati”. “Il vero problema – spiega il presidente Giuriolo – è capire che se oggi il Polesine è il territorio provinciale più sicuro dal punto di vista idraulico di tutto il Veneto, lo deve a decenni e decenni di opere di bonifica e di salvaguardia idrogeologica. Mentre gli allagamenti e le esondazioni dalla rete fluviale, stanno ancora imperversando sull’intera regione – prosegue Giuriolo – la provincia di Rovigo se la sta cavando con una modesta (in riferimento ai disastri avvenuti altrove) esondazione del Tartaro verso Melara e diverse infiltrazione lungo l’ondata di piena del Canalbianco. Questo non è un caso, ma vera e propria conquista dell’opera dell’uomo attraverso i consorzi di bonifica, di cui tutte le nostre comunità si stanno avvantaggiando”. “Ma queste opere silenziose e meritorie – continua Giuriolo – si stanno interrompendo negli ultimi anni, a causa del drastico e continuativo taglio delle risorse che lo stato e la regione dovrebbero destinare appunto alla manutenzione del demanio idrico. E quanto durerà la sicurezza in Polesine?”.
(Fonte: Coldiretti Rovigo)
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