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Acquacoltura, nel vicentino si consolida il progetto di allevamento dello scazzone

La storia e la cucina vicentina ritornano alle origini. Anzi alle risorgive. Dai Comuni di Bolzano Vicentino (Vi) e Bressanvido (Vi) terra di risorgive, è partita la sfida ai palati più raffinati a suon di… scazzoni. Proprio così, ritornano nelle nostre acque interne i marsoni (altro nome indicativo della specie), pesci dal corpo quasi conico che hanno il loro habitat naturale nei torrenti di fondovalle e montani, risorgive, fiumi pedemontani.

Introdotti trenta esemplari. Protetti a livello europeo, nazionale e locale, in quanto popolazione soggetta a rarefazione, Veneto Agricoltura ha costruito su questi pesci, nel 2010, un progetto sperimentale presso il “Centro Ittico” di Valdastico (VI). Ottenuti soggetti di dimensioni appropriate per la vendita, la sperimentazione viene ora attuata negli stabilimenti ittici di Paolo Biasia a Bolzano Vicentino (Vi) e dei F.lli De Nardi (Pescicoltura Brenta) a Bressanvido (Vi), dove si sta verificando l’adattabilità del pesce all’allevamento in cattività e quindi la sua capacità produttiva. Ad oggi, tra i trenta esemplari introdotti dal Centro di Valdastico (Vi) dell’Azienda regionale, non si registrano perdite.

Obiettivi? Diffondere la pesca e il consumo legale dello scazzone (attualmente il pesce non può essere consumato in quanto protetto) con un progetto a carattere turistico e culturale che abbia anche una ricaduta economica sul vicentino;  e sviluppare le imprese agroalimentari, correlate all’acquacoltura, con una filiera locale da valorizzare insieme alla gastronomia del territorio berico. Tra i soggetti coinvolti in questo nuovo protocollo sperimentale, le due Amministrazioni Comunali e relative Pro Loco, il Comitato Risorgive e l’Associazione BOLart. Coordinatore Mario Poier, presidente della Pro Loco di Bolzano Vicentino. In futuro saranno promosse giornate divulgative su questa nuova attività di acquacoltura considerata anche la possibilità di caratterizzare da un punto di vista genetico i soggetti allevati in vista di una possibile richiesta di DOP (Denominazione di Origine Protetta).

(Fonte: Veneto Agric0ltura)