Nelle terre del radicchio di Treviso si è già al lavoro per le semine, che sono imminenti, tra la fine di giugno e i primi di luglio. Intanto si stanno preparando i terreni. Tutto fa presagire un aumento degli ettari destinati al pregevole ortaggio, soprattutto al tardivo, perché è questo, in particolare, che fa mercato e costituisce la ricchezza dell’orticoltura della zona.
Necessario programmare la produzione. Se da un verso il possibile incremento è positivo, perché dimostra una confermata fiducia nelle potenzialità del radicchio, dall’altro si mette in guardia dal possibile eccesso di offerta. Già nella passata stagione il tardivo di Treviso ha sofferto di questo: le quotazioni non hanno soddisfatto appieno. Anche a cavallo delle feste natalizie e di fine anno, i giorni d’oro per il tardivo, i prezzi sono rimasti sotto le attese. OPO Veneto, che ha nei radicchi il suo punto di forza, sostiene la necessità di arrivare alla programmazione della produzione e all’adeguamento della domanda. “Sarebbe questo, rileva Cesare Bellò, direttore di OPO Veneto, un obiettivo molto importante da raggiungere perché consentirebbe una presenza di prodotto sul mercato in linea con i consumi e una migliore redditività per i produttori”.
Tutelare i redditi dei produttori. La programmazione dell’offerta è basilare per un l’organizzazione di produttori fortemente orientata al mercato quale è OPO Veneto. Tutto questo, inoltre, darebbe qualche carta in più per prevenire e per gestire eventuali situazioni critiche e quindi per tutelare i redditi dei produttori. Sulla opportunità di un’equilibrata gestione della produzione di radicchio di Treviso si dichiara il presidente del Consorzio di tutela dell’ortaggio Igp Paolo Manzan: “Una programmazione sì, dentro però un ragionevole rapporto tra domanda e offerta, senza quindi paletti troppo limitativi o condizionamenti che possano in qualche modo vincolare l’imprenditorialità degli orticoltori. Bisognerebbe, piuttosto, arrivare a relazioni più solide tra produzione e distribuzione, con reciproco impegno”.
La produzione. Si coltivano sulle 8.500 tonnellate di tardivo di Treviso: questo è il dato ufficiale del prodotto commercializzato, ma si tratterebbe di una cifra per difetto. E’ancora relativamente basso il numero degli orticoltori che aderiscono all’Igp, Indicazione geografica protetta, il marchio europeo di tutela che documenta la qualità, dà valore all’ortaggio ed è garanzia per produttori e consumatori.
(Fonte: http://www.ortoveneto.it)
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