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Accolto il ricorso dell’agricoltore friulano, il Tar annulla il decreto Zaia anti-Ogm

Il TAR del Lazio ha condannato il Ministero delle politiche agricole a risarcire con 2.000 euro Silvano Dalla Libera, agricoltore friulano e vicepresidente di Futuragra, e ha annullato il decreto con il quale nel marzo 2010 l’allora Ministro delle politiche agricole Luca Zaia aveva impedito a Dalla Libera di coltivare sementi Ogm nei suoi terreni, nonostante una sentenza del Consiglio di Stato avesse riconosciuto il suo diritto.

Dalla Libera: sancito il diritto degli agricoltori a scegliere e innovare. “Questa sentenza è una vittoria di Futuragra e di tutti gli agricoltori italiani che credono nell’innovazione e nel diritto, ha commentato Silvano Dalla Libera. E’ finito il tempo delle guerre ideologiche e si apre quella del diritto degli agricoltori a scegliere e a innovare”. Il TAR ha stabilito che “nella sostanza è stato negato il diritto alla scelta tra le diverse tipologie di coltura, escludendo di fatto proprio quella transgenica” e ha esplicitamente attribuito alle Regioni la responsabilità della “situazione di stallo istituzionale che si è venuta a creare in conseguenza della volontà manifestata chiaramente di non voler adempiere agli obblighi di natura comunitaria”, vale a dire i piani di coesistenza.

Cosa dice la sentenza. Il Ministero delle politiche agricole e forestali, scrive il Tribunale, a sua volta non ha seguito l’iter di legge necessario ad ovviare alla mancata adozione da parte della Conferenza Stato Regioni delle linee guida sulla coesistenza e ha negato l’autorizzazione alla semina a Silvano Dalla Libera “adottando come sostanziale punto di riferimento proprio la relazione della regione Friuli Venezia Giulia” che “non costituisce nemmeno un vero e proprio piano di coesistenza essendo mancata, per volontà propria delle regioni nel loro complesso, l’adozione delle linee guida”. La sentenza ribadisce inoltre che il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali “debba attivare i propri poteri sostitutivi previsti dalla normativa sull’attuazione degli obblighi comunitari gravanti sulle regioni e non possa rifiutarsi di provvedere in caso di persistente inerzia di queste ultime”. “Anche la Regione Friuli Venezia Giulia a questo punto sarà costretta a rivedere la recente legge regionale in materia di coesistenza che di fatto vieta la coltivazione, ha proseguito Dalla Libera, e auspichiamo che la politica adesso dimostri più coraggio e soprattutto rispetto delle leggi e dei principi basilari del diritto. E’ bene ricordare che il Decreto era stato firmato anche dai Ministri Fazio e Prestigiacomo”.

Le prime reazioni. Dal canto suo il governatore del Veneto Luca Zaia non commenta e aspetta di leggere le motivazioni del Tar del Lazio prima di pronunciare parola. In soccorso alla linea anti-Ogm è intervenuto Legambiente. “Chiediamo al ministero delle Politiche agricole di fare immediatamente ricorso al Consiglio di Stato“. Il provvedimento, secondo l’associazione “non tiene conto in alcun modo delle conseguenze irreparabili che la dispersione di Ogm nell’ambiente può provocare alla qualità del sistema agricolo italiano”. Per Legambiente, la sentenza “rischia di aprire le porte dell’agricoltura italiana al rischio di conrtaminazione biotech”. Secondo un’indagine della Confederazione Italiana Agricoltori-Cia la stragrande maggioranza degli italiani sono contrari agli Ogm e favorevoli alle colture tradizionali per una questione di sicurezza e salute.

(fonte Futuragra/Il Gazzettino)