”Quella della bioenergie può’ e deve essere una fonte di reddito complementare per gli agricoltori, ma non deve in nessun modo sostituire quella derivante dalla produzione agricola destinata all’uso alimentare: per il nostro Governo rappresenta un punto fermo. Le energie da fonti rinnovabili agricole sono una leva per la competitività”’. Per il ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano, la barra del timone e’ puntata su un principio di complementarietà delle agroenergie all’agricoltura, intesa in senso piu’ ampio. Cosi’ infatti afferma in un’intervista rilasciata a Veronafiere, in occasione di Bioenergy Expo, il salone dedicato alle fonti rinnovabili in agricoltura, (in corso fino a venerdi’) in partnership con Solarexpo.
La ricetta vincente per le energie verdi in agricoltura, secondo Romano, e’ dato da un mix calibrato, in cui giochi un ruolo fondamentale ”la filiera corta per soddisfare il fabbisogno energetico delle aziende, ma anche per fornire ai produttori un reddito complementare e allo stesso tempo tutelare la produzione agricola, il paesaggio e l’ambiente”. Resta da risolvere il nodo della coesistenza fra produzioni agroenergetiche e quelle destinate all’alimentazione. Un punto sul quale il ministro raccomanda di evitare ”posizioni preconcette”.
L’Italia ”deve fare i conti con una quantità’ limitata di terreno agricolo. Per questo e’ fondamentale lavorare a una adeguata pianificazione dei bacini agroenergetici, alla quale segua un attento lavoro di controllo e indirizzo. La valorizzazione agroenergetica dei sottoprodotti puo’ tradurre in reddito quelli che oggi rappresentano costi per le imprese, contribuendo anche ad innalzare la compatibilita’ ambientale delle attivita’ agricole ed agroalimentari”.
(fonte Asca.it)
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