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Bionergie, per gli agricoltori deve rimanere una fonte di reddito complementare secondo il Ministro dell’Agricoltura Romano

”Quella della bioenergie può’ e deve essere una fonte di reddito complementare per gli agricoltori, ma non deve in nessun modo sostituire quella derivante dalla produzione agricola destinata all’uso alimentare: per il nostro Governo rappresenta un punto fermo. Le energie da fonti rinnovabili agricole sono una leva per la competitività”’. Per il ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano, la barra del timone e’ puntata su un principio di complementarietà delle agroenergie all’agricoltura, intesa in senso piu’ ampio. Cosi’ infatti afferma in un’intervista rilasciata a Veronafiere, in occasione di Bioenergy Expo, il salone dedicato alle fonti rinnovabili in agricoltura, (in corso fino a venerdi’) in partnership con Solarexpo.

La ricetta vincente per le energie verdi in agricoltura, secondo Romano, e’ dato da un mix calibrato, in cui giochi un ruolo fondamentale ”la filiera corta per soddisfare il fabbisogno energetico delle aziende, ma anche per fornire ai produttori un reddito complementare e allo stesso tempo tutelare la produzione agricola, il paesaggio e l’ambiente”. Resta da risolvere il nodo della coesistenza fra produzioni agroenergetiche e quelle destinate all’alimentazione. Un punto sul quale il ministro raccomanda di evitare ”posizioni preconcette”.

L’Italia ”deve fare i conti con una quantità’ limitata di terreno agricolo. Per questo e’ fondamentale lavorare a una adeguata pianificazione dei bacini agroenergetici, alla quale segua un attento lavoro di controllo e indirizzo. La valorizzazione agroenergetica dei sottoprodotti puo’ tradurre in reddito quelli che oggi rappresentano costi per le imprese, contribuendo anche ad innalzare la compatibilita’ ambientale delle attivita’ agricole ed agroalimentari”.

(fonte Asca.it)

6 maggio p.v., a Veronafiere c’è SolarExpo, tutte le opportunita’ per il biogas con le nuove normative, convegno de L’Informatore Agrario

Escalation di impianti di biogas in Italia, passati da 154 nel 2008 a 300 nel 2010, anno in cui ne sono stati progettati ben 100. Il decreto legislativo n. 28/2011 entrato in vigore dal 29 marzo scorso, secondo Alessandro Ragazzoni, docente presso il Dipartimento di economia e ingegneria agrarie dell’Università di Bologna, ha incentivato gli investimenti nel settore del biogas almeno fino al 31 dicembre 2012, per utilizzare con profitto nuovi sottoprodotti, come scarti ortofrutticoli e di macellazione, e per ottenere reddito anche con impianti di piccole dimensioni, con potenza di 100 kW.

“Biogas, normative e biomasse: le condizioni per far reddito”. Queste le tematiche del convegno che L’Informatore Agrario affronterà nel convegno “Biogas, come scegliere l’investimento più redditizio per la propria azienda agricola” a Solarexpo a Veronafiere il 6 maggio. Un’occasione per conoscere come rendere sostenibile economicamente l’investimento, tenendo conto delle nuove normative e delle caratteristiche tecniche dell’impianto. In primo piano il nuovo libro di Edizioni L’Informatore AgrarioBiogas, normative e biomasse: le condizioni per fare reddito”, di Alessandro Ragazzoni, la guida più aggiornata per valutare dal punto di vista economico gli impianti per il biogas, a partire dalla scelta della tipologia di biomasse e della potenza installata, con un ricco corredo di esempi, grafici e illustrazioni.

Al convegno si parlerà di…«Rispetto alla Germania, all’avanguardia con 6.000 impianti di biogas, l’Italia è ancora in ritardo – spiega Alessandro Ragazzoni – ma le nuove incentivazioni, che garantiscono la tariffa omnicomprensiva di 0,28 euro/kWh per 15 anni, aprono opportunità a partire da un concetto di sottoprodotto più semplice, prospettando un ritorno di interesse per gli scarti agroindustriali».  Moderato da Lorenzo Andreotti, giornalista de L’Informatore Agrario, settimanale specializzato in agricoltura, il convegno prevederà un intervento di Alessandro Ragazzoni per comprendere come valutare la convenienza economica degli impianti al variare della taglia di potenza e della biomassa di alimentazione. Donatella Banzato, del Dipartimento di innovazione meccanica e gestionale dell’Università di Padova, documenterà, inoltre, casi reali del modello di valutazione della convenienza all’investimento, che faranno luce sulle esperienze di maggior rilievo sviluppate nel nostro Paese. Primo piano, quindi, sugli aspetti tecnici grazie a Pierluigi Navarotto, del Dipartimento di scienze e tecnologie veterinarie per la sicurezza alimentare dell’Università di Milano, che metterà in luce le scelte costruttive che aumentano l’efficienz dell’impianto. Per concludere verrà affrontato l’aspetto normativo grazie a Sofia Mannelli di Chimica Verde-Bionet, che incentrerà il suo intervento sui contenuti e sulle aspettative generate dal nuovo decreto sulle energie rinnovabili.

(fonte Edizioni L’Informatore Agrario)