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Spese agricole irregolari: Italia deve restituire ca.39 mln

Ammonta a quasi 39 milioni di euro il totale dei rimborsi sui fondi UE ricevuti a titolo della politica agricola e spesi indebitamente che l’Italia deve restituire in base a una decisione appena adottata dalla Commissione europea. Il nostro Paese non è il primo della lista: in tutto, infatti, gli Stati UE dovranno restituire 578,5 milioni di euro, con la Grecia che batte tutti “accaparrandosi” oltre metà dei ritorni da effettuare verso il bilancio comunitario, in seguito all’accertamento di violazioni delle norme sulla spesa agricola e di inadempienze nelle procedure di controllo applicate dagli Stati membri.

Il motivo? Carenze nei controlli e scorretta applicazione di sanzioni. Se infatti gli Stati dell’UE sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese della politica agricola comune (PAC), spetta alla Commissione controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi. Commentando la decisione, il commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale Dacian Cioloș ha dichiarato: “Ci stiamo adoperando per controllare attentamente la spesa agricola e garantire che il denaro del contribuente sia speso bene”. Sono tre le voci che riguardano l’Italia, nelle quali è suddiviso il totale di 39 milioni. La più importante tocca 22 milioni e 800 mila euro di restituzione per carenze nei controlli sugli aiuti per superficie: identificazione dei terreni, informazioni geografiche, applicazione non corretta di riduzioni ed esclusioni, controlli nel settore della frutta a guscio. Le irregolarità risalgono al periodo compreso tra il 2004 e il 2007. Seconda voce: le carenze nella gestione dei debitori per l’esercizio 2009: oltre 14 milioni di “multa”. Infine, 1 milione e 700.000 euro di rimborsi nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, per la scorretta applicazione di sanzioni sul tenore di latte in polvere negli alimenti per animali nel periodo 2003-2005.

Gli altri Stati toccati da questa decisione sono Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna e Svezia. Oltre alla Grecia le sanzioni più significative riguardano Romania, Portogallo, Olanda e Bulgaria. A livello di filiera, o se si vuole di tipologia d’intervento, ben oltre metà dei ritorni al livello UE riguardano gli aiuti per superficie, ovvero le irregolarità nelle dichiarazioni dei Paesi sulle dimensioni dei terreni accessibili agli aiuti. Al secondo posto i premi per animali, con ritorni che superano i 50 milioni di euro, soglia superata anche dai prodotti ortofrutticoli. Seguono poi le misure di sostegno allo sviluppo rurale, e poi l’audit finanziario, la fecola di patate, e il tabacco sopra i 10 milioni, mentre le altre irregolarità settoriali non arrivano a questa soglia.

(fonte Asterisco Informazioni)