Venti quintali di pesche letteralmente bruciati lo scorso 2 agosto a Rovigo in Piazza Vittorio, in occasione della manifestazione della Coldiretti Polesana organizzata per denunciare lo stato di crisi in cui versano gli agricoltori rodigini costretti a “regalare” frutta e ortaggi a causa delle speculazioni della filiera ortofrutticola.
I cittadini hanno lasciato un’offerta volontaria e simbolica per premiare il lavoro dei produttori che, secondo Mauro Giuriolo, presidente provinciale di Coldiretti Rovigo, a fronte del crollo dei prezzi in campo registrano una remunerazione pari al 50% del costo di produzione, mentre al consumo si assiste all’aumento medio del 14 % rispetto all’anno scorso.A peggiorare la situazione anche la Grande Distribuzione Organizzata che preferisce siglare accordi con l’estero, scegliendo prodotti a qualità inferiore rispetto alle eccellenze del Made in Italy”.
Le Istituzioni insieme agli agricoltori. A fianco degli agricoltori durante la manifestazione c’erano anche il vice presidente della IV commissione consiliare agricoltura Graziano Azzalin, il consigliere regionale Cristiano Corazzari, il vice prefetto Carmine Fruncillo, l’assessore provinciale all’agricoltura Claudio Bellan, l’assessore delle attività produttive del comune di Rovigo Matteo Zangirolami. Puntuale l’intervento dell’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato che ha sollecitato l’Unione Europea di farsi carico completamente del prelievo dell’invenduto, innalzando il prezzo del ritiro della merce a 30 centesimi al chilo. Servono strumenti politici – insiste Giuriolo – che incentivino filiere tutte agricole e italiane, che permettano il giusto riconoscimento economico a tutti i soggetti coinvolti per impedire le speculazioni a cui stiamo assistendo».
Situazione critica anche per la raccolta pere. Coldiretti Rovigo che manifesta preoccupazione anche per l’imminente campagna di raccolta pere già critica come quella appena conclusa di pesche e nettarine, in accordo con le altre organizzazioni professionali, chiede un intervento del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali nei confronti della grande distribuzione al fine di sottoscrivere intese eque e regolamentare l’uso del sottocosto e ridurre i tempi di pagamento.
E domani a Verona, pesche in beneficenza. Contro la speculazione che sta facendo chiudere le aziende agricole e impedisce ai consumatori di gustare al giusto prezzo l’ottima frutta e verdura italiana, Coldiretti Verona ha promosso per domani, venerdì 5 agosto, l’iniziativa “Trattori a Verona. Meglio regalare le pesche che svenderle”. I trattori degli agricoltori di Coldiretti Verona sfileranno per la città, per consegnare ad alcuni enti caritatevoli ottime pesche locali. L’obiettivo dell’iniziativa è denunciare le speculazioni che trasformano i pochi centesimi pagati nei campi ai produttori in euro per il portafoglio dei consumatori.La consegna della frutta avverrà verso le ore 9.30 alla Ronda della Carità in Via Silvestrini e alle ore 10.15 ai Frati Cappuccini del Barana in Via Colonnello Fincato. L’iniziativa si concluderà verso le ore 11.00 in Prefettura in cui il Vice Prefetto Dott. Iginio Olito riceverà i vertici della Coldiretti di Verona e i gli agricoltori. Al Vice Prefetto sarà affidato un documento che evidenzia la crisi di mercato e gli interventi urgenti per il settore ortofrutticolo.
Meglio far beneficenza che essere vittime del mercato. “I prezzi delle pesche – sottolinea Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona – come abbiamo già più volte denunciato, aumentano di oltre cinque volte (+427 per cento) nel passaggio dal campo alla tavola. Pertanto, in Italia i coltivatori sono costretti a svendere il frutto dell’estate a poche decine di centesimi di euro al chilo, ben al di sotto dei costi di produzione delle imprese agricole che rischiano di dover abbattere le piante. Meglio, quindi, regalare le proprie pesche ai più poveri piuttosto che essere vittime dei ricatti del mercato”. “Con questo gesto gli agricoltori – dice Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – vogliono far conoscere il valore di prodotti di qualità ai quali tantissime persone devono rinunciare per i prezzi elevati al dettaglio mentre è crisi profonda nei campi e a rischio il primato della frutta e della verdura Made in Italy”. Basta pensare che per acquistare un caffè occorre 3,5 kg di pesche e che per comprare un pacchetto di sigarette servono 23 kg di pesche.“Occorre – aggiunge Piccioni – ridisegnare le regole con la grande distribuzione (GDO), agevolare interventi sul credito, definire un piano di ristrutturazione del settore per ridurre il trend negativo degli ultimi anni e interventi immediati e urgenti a sostegno delle imprese in crisi”.
(fonte Coldiretti Rovigo/Coldiretti Verona)
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