La Politica Agricola Comune e la Politica di Coesione sono finiti nel frullatore dei possibili tagli al bilancio UE post 2020. L’operazione si renderebbe necessaria per far fronte al “buco” di bilancio determinato dall’uscita della Gran Bretagna dall’UE.
Le discussioni in Europarlamento. Tagliare alcuni capitoli del futuro bilancio europeo oppure chiedere agli Stati Membri di aumentare i propri contributi all’Unione o addirittura prevedere un’estensione delle fonti di entrate della stessa UE? Considerato che delle ultime due opzioni nessuno ne ha voluto sentir parlare, la Commissione ha dovuto puntare proprio sui tagli al bilancio, con la Politica Agricola Comune e la Politica di Coesione nel mirino dei cecchini contabili. A inizio maggio, l’Esecutivo ha così presentato al Parlamento europeo una proposta di bilancio pluriennale per il periodo 2021-2027 che prevede forti tagli proprio alla PAC (7%) e alla Politica di Coesione (5%). In particolare, le disponibilità per l’agricoltura e le questioni climatico-ambientali passerebbero da 408,3 miliardi di euro del periodo di programmazione attuale (2014-2020) a 378,9 miliardi di euro del periodo 2021-2027.
Un piano negoziale appena iniziato. 1.279 miliardi di euro per il bilancio UE 2021-2027. E’ questo l’ammontare totale della proposta di bilancio pluriennale per il settennio post 2020, che prevede un leggero aumento rispetto al bilancio dell’attuale periodo di programmazione 2014-2020 che ammonta a 1.087 miliardi di euro. L’annunciato nuovo budget presenta però diverse difficoltà: innanzitutto bisogna risolvere la questione del “buco finanziario” lasciato dalla Brexit, inoltre vanno trovate le risorse per le nuove priorità dell’UE, tra le quali l’immigrazione, la sicurezza e la ricerca. Ricordiamo che i costi aggiuntivi della Brexit si aggirano intorno ai 22 miliardi di euro. Sono queste le principali ragioni per cui nella prima bozza di bilancio UE 2021-2027 sono stati proposti dei tagli ai due principali pilastri della politica europea: l’Agricoltura e la Coesione. Riguardo alla PAC, il
Commissario Phil Hogan è stato lapidario: “Alla luce della Brexit e di altre emergenze europee, come l’immigrazione e la sicurezza, non è stato possibile evitare questi tagli (2,7 miliradi di euro all’anno), ma rassicuro gli agricoltori europei che i pagamenti diretti non diminuiranno oltre il 4% in tutti gli Stati Membri”. I livelli dei pagamenti diretti per ettaro dovrebbero essere armonizzati tra i Paesi e più mirati, continuando a convergere verso la media dell’Unione Europea.
Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura Europa
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