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Alla Fiera di Vita in Campagna (27-29 marzo 2015) il primo corso di tintura green

frutti di boscoCipolle, spinaci, mirtilli, rape, sambuco si utilizzano in cucina ma servono anche per tingere lana, cotone o seta e ottenere magnifici colori, a prova di lavatrice. L’occasione per apprendere tecniche e utili consigli e realizzare così originali creazioni è venerdì 27 marzo, alle 14, in un incontro gratuito sulle tinture naturali alla Fiera di Vita in Campagna (Centro Fiera del Garda a Montichiari, sala 2, al Centro Congressi al 2° piano, sopra il Padiglione 5).

Fino a metà Ottocento, era l’unico modo per tingere i tessuti. “Si tratta di tecniche antichissime che mantengono inalterati nel tempo i colori, basta guardare agli arazzi di Palazzo Ducale a Mantova – spiega l’esperta e biotecnologa Valentina Ferrarini. Il segreto è utilizzare alcuni stratagemmi e sapere come fissare le tinte naturali”. La tintura naturale è la colorazione dei tessuti con pigmenti di origine vegetale o minerale. Una tecnica sorprendente per la gamma di colori e la loro stabilità ai lavaggi e al sole che, fino a metà Ottocento, costituiva l’unico metodo per tingere i tessuti. In particolare, durante il corso alla Fiera di Vita in Campagna viene spiegato come si ottengono i colori attraverso la macerazione delle piante e a utilizzarli soprattutto in ambito tessile. Vengono, inoltre, date le istruzioni di base per realizzare a casa le prime tinte con  piante reperibili in giardino. Un moto di stupore nasce nel momento in cui una foglia o una corteccia liberano colori inaspettati: ad esempio, da una foglia verde si può ottenere l’arancione!

Colori atossici ed ecosostenibili. “Ho scoperto un mondo antico, ricco di storia, usanze, significati, dove la biochimica, studiata (con fatica) sui libri, si mescola alla magia del colore – spiega Valentina Ferrarini. Sono tre anni che il pentolone bolle. Le prime tinture in cucina tra bucce di cipolla e erbe di campo. Negli spostamenti in macchina non guardo più solo dal finestrino, ma cerco di distinguere le “erbacce” sul ciglio della strada, i filari degli alberi. Spesso costringo i famigliari a soste improvvisate per raccogliere chissà che. Intanto cucio e ricamo con i fili tinti di improbabili marroni e gialli”. Il corso si rivolge ad appassionati di hobbystica e arte e insegna a lavorare con colori atossici ed ecosostenibili per creare originali sciarpe o capi di abbigliamento. Per prenotare un posto all’incontro, basta registrarsi su: http://www.vitaincampagna.it/lafiera/convegni

Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario