Notizia positiva (ndr). Non va a buon fine la proposta di regolamento della Commissione sull’etichettatura delle carni suine, ovine, caprine e avicole, fresche o congelate. Secondo tale proposta, sull’etichetta del prodotto finale sarebbe figurato solo il Paese in cui l’animale è stato allevato e macellato.
Maggior tutela consumatori. Gli eurodeputati hanno votato contro il disegno di legge e hanno invitato la Commissione a predisporne uno nuovo in cui sia descritto l’obbligo di inserimento in etichetta del luogo di nascita, allevamento e macello dell’animale per tutti i tipi di carni, riproponendo quindi la regolamentazione già attiva in Europa dal 2002 per le sole carni bovine. È stato richiesto inoltre di eliminare ogni riferimento alle deroghe per le carni macinate o i ritagli di carne. In sostanza, gli europarlamentari sostengono che questa loro richiesta viene avanzata nell’interesse dei consumatori, i quali sempre più spesso chiedono di essere informati non solo sul luogo di allevamento dell’animale, ma anche di quello di nascita e di macellazione, per poter essere certi che la carne provenga da Paesi con elevati standard qualitativi.
Rapporto di fiducia tra cliente e produttore. Le informazioni da aggiungere all’etichetta non rappresentano alcun costo aggiuntivo per gli allevatori, quindi i deputati non vedono il motivo per cui il consumatore debba essere tenuto all’oscuro di informazioni che reputa fondamentali per poter scegliere liberamente come alimentarsi. La fiducia del consumatore si sta infatti riducendo, soprattutto alla luce degli scandali alimentari che hanno coinvolto il mercato della carne negli ultimi anni. Illustrare l’intero ciclo vitale dell’animale può essere determinante nella ricostruzione del rapporto di fiducia tra cliente e produttore.
(Fonte: Europe Direct Veneto)
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