I Carabinieri del NOE di Treviso, diretti in quasi un anno di indagini dalla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia, nella mattinata del 5 maggio scorso hanno dato esecuzione alle ordinanze di misura cautelare per il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti a carico di 9 persone. In particolare, è stato dimostrato e fermato un traffico illecito di rifiuti provenienti da varie regioni, tra cui la Campania, diretti e poi scaricati in capannoni abbandonati del Veneto e dell’Emilia Romagna per poi essere dati alle fiamme.
L’indagine avviata nel febbraio del 2019, ha avuto origine da un monitoraggio condotto in ambito nazionale dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale nell’ambito di una mirata azione di contrasto al fenomeno degli incendi, sia di alcuni impianti formalmente autorizzati alla gestione dei rifiuti, sia di diversi capannoni industriali dismessi. Questa particolare attenzione al fenomeno ha portato alla segnalazione dei Carabinieri della Compagnia di Legnago, che informavano il NOE di Treviso di alcuni movimenti sospetti di mezzi pesanti nei pressi di un capannone sito nella provincia veronese in disuso da anni. L’attività si è inizialmente sviluppata sotto la direzione della Procura della Repubblica scaligera per poi migrare, per la competenza dell’ipotesi di reato che si andava delineando, alla Procura Distrettuale di Venezia.
Profitti illeciti. Attraverso l’incrocio di numerosi servizi svolti sul territorio, l’ausilio di tecnologie ed un’approfondita analisi documentale, sono stati acquisiti elementi di responsabilità nei confronti di soggetti operanti nell’ambito del trattamento e trasporto dei rifiuti i quali, previa attribuzione di falsi codici dell’Elenco Europeo Rifiuti e nei formulari, gestivano illecitamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali provenienti dalla Campania, dalla Toscana e da altre Regioni del Nord Italia. Le indagini hanno ricostruito importanti elementi in ordine a ben 25 trasporti illeciti e il deposito in capannoni in disuso in Veneto e in Emilia Romagna, tempestivamente sequestrati nel corso dell’attività e hanno individuato elementi di responsabilità per lo smaltimento di circa 2700 tonnellate di rifiuti, per lo più rifiuti speciali. In merito alle ditte che appaiono maggiormente coinvolte è stato possibile calcolare un illecito profitto di oltre 700 mila euro, desunto dallo smaltimento dei rifiuti del tutto irregolare ed effettuato anche con mezzi non autorizzati.
Risultati. Il blitz conclusivo effettuato ha visto all’opera, oltre al NOE di Treviso, supportato da un velivolo del 3° Nucleo Elicotteri di Bolzano, i militari dei NOE coordinati dai Gruppi Tutela Ambientale di Milano e Napoli oltre che personale dei Comandi Provinciali di Verona, Padova, Vicenza, Mantova, Milano, Monza/Brianza, Napoli, Salerno e Caserta. Risultati: 9 persone tratte in arresto e sottoposte agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico; 2 persone sottoposte all’obbligo di dimora; sequestro preventivo degli impianti, uffici, sedi legali ed operative di tre ditte delle quali due di trattamento e una di trasporto rifiuti, di 10 motrici/rimorchi variamente utilizzati per il trasporto e lo stoccaggio dei rifiuti, per un valore complessivo di circa 500 mila euro, della somma di oltre 700 mila euro a carico complessivo delle 3 ditte indagate, quale profitto del reato di traffico illecito di rifiuti.
Fonte: Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
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