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Il trasporto di animali nell’UE incentivato dalle differenze  di costo tra gli Stati membri, imminente la modifica della normativa europea in materia

trasporto animali

Gli animali sono esposti a stress quando sono caricati sui veicoli. Durante il trasporto, potrebbero soffrire di fame, sete, caldo, mancanza di spazio e di riposo. Un singolo animale può essere trasportato varie volte nell’arco della vita: suini ingrassati e macellati in Germania sono spesso nati in Danimarca o nei Paesi Bassi, mentre bovini nati in Francia, Irlanda e Lituania sono spesso ingrassati e macellati in Spagna o in Italia. La maggior parte del trasporto di animali vivi tra Stati membri dell’UE avviene su strada. Secondo i dati disponibili, nel 2017/ 21 il 63% del trasporto di animali consisteva in brevi tragitti, seguiti da lunghi tragitti (33%) e tragitti molto lunghi superiori alle 24 ore (4%). Negli ultimi anni, i cittadini dell’UE si preoccupano sempre di più del benessere degli animali. Le ONG hanno evidenziato le cattive condizioni che gli animali possono subire durante il trasporto e il Parlamento europeo ha istituito una commissione d’inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto. Finora, la politica agricola comune non è stata incentrata sul benessere degli animali durante il trasporto. La Commissione intende proporre una revisione della normativa in tema di benessere degli animali entro fine anno.

L’allevamento di animali non è diffuso in modo uniforme in tutti paesi e le regioni dell’UE, e le aziende tendono a specializzarsi in una specie oppure in una fase produttiva. Inoltre, c’è una tendenza verso allevamenti e macelli più grandi ma meno numerosi. In tale contesto, allevatori e produttori di carne mirano a ridurre i costi di produzione e macellazione, massimizzare gli introiti e ottimizzare le economie di scala sfruttando le differenze di costo tra gli Stati membri. Tali fattori incentivano il trasporto di animali, in particolare laddove i costi di trasporto costituiscono solo una piccola parte del prezzo totale della carne al dettaglio. “Trasportare gli animali per lunghi tragitti può avere conseguenze negative sul loro benessere,” ha dichiarato Eva Lindström, responsabile dell’analisi per la Corte dei conti europea. “La normativa dell’UE in materia di trasporto degli animali non è fatta rispettare in modo uniforme da parte degli Stati membri: vi è il rischio che i trasportatori possano sfruttare le scappatoie derivanti dalla diversità dei regimi sanzionatori nazionali.

C’è il rischio, infatti, che i trasportatori scelgano un tragitto più lungo per evitare di transitare per paesi che applicano più rigorosamente le norme UE e impongono sanzioni più elevate. Infrangere le regole può anche comportare vantaggi economici per i produttori, ad esempio nel caso del trasporto di animali non idonei, perché in genere i paesi non impongono sanzioni dissuasive.  Nell’analisi, gli auditor sottolineano che l’impatto negativo del trasporto sul benessere degli animali potrebbe essere mitigato riducendo il numero e la lunghezza degli spostamenti, oltre che migliorando le condizioni degli animali durante il trasporto. Tuttavia, illustrano anche alcune alternative al trasporto di animali vivi. In alcuni casi, avvicinare la macellazione al sito produttivo può rappresentare una soluzione: usare impianti di macellazione locali e strutture di macellazione mobili potrebbe eliminare la necessità di trasportare parte degli animali, e sarebbe più rispettoso dell’ambiente. Anche i consumatori svolgono un ruolo importante nel guidare il cambiamento: da un sondaggio è emerso che sono disposti a pagare di più la carne, ma solo se informati di un buon benessere animale.

Soluzioni. Secondo la Corte dei conti europea, i consumatori meglio informati, potrebbero compiere scelte con maggiore cognizione di causa. Una soluzione potrebbe venire da un regime di etichettatura legato al benessere degli animali, che porterebbe maggiore trasparenza e armonizzerebbe l’etichettatura delle carni nell’UE. Infine, la nuova normativa potrebbe offrire l’opportunità di promuovere cambiamenti strutturali verso una catena di approvvigionamento dei prodotti alimentari più sostenibile. Ciò implicherebbe incentivi per incoraggiare produttori e consumatori ad adottare comportamenti sostenibili. I responsabili delle politiche dell’UE potrebbero pensare di attribuire un valore monetario alle sofferenze degli animali e di incorporarlo nei costi di trasporto e nel prezzo delle carni. I dati sul trasporto di animali vivi nell’UE sono frammentari e la Commissione europea non ha una visione d’insieme completa e centralizzata. Gli auditor dell’UE affermano che, in tale settore, i progressi informatici e tecnologici potrebbero essere sfruttati meglio. Ad esempio, un sistema informatico a livello dell’UE che tracci tutti gli spostamenti di animali vivi potrebbe contribuire a centralizzare i dati, e telecamere e sensori potrebbero seguire i movimenti degli animali e misurarne il benessere.

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea