• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Drosophila suzukii, in Trentino dimostrata l’efficacia delle reti contro l’insetto

Drosophila raccolta in una settimana nella trappola in campagna

Drosophila raccolta in una settimana nella trappola in campagna

La Fondazione Edmund Mach prosegue le attività di sperimentazione e ricerca per fronteggiare il problema Drosophila suzukii, l’insetto che depone le uova su ciliegio, albicocco, fragola e piccoli frutti. L’attenzione dei tecnici e dei produttori rimane alta in un’annata che, a causa delle condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo di questo parassita, presenta un attacco particolarmente massiccio. Posizionamento delle trappole a base di aceto di mela, vino rosso e zucchero per la cattura massale, trattamenti con gli insetticidi consentiti, utilizzo delle reti anti-insetto. Al momento sono questi gli strumenti raccomandati dai tecnici per fronteggiare la problematica.

Protezione delle reti. Proprio in questi giorni a Vigalzano, si è svolto un incontro tecnico a cui hanno  aderito un’ottantina di produttori. I tecnici hanno fatto il punto della situazione, portando i produttori a visitare due aziende che hanno adottato il sistema di protezione delle reti su mirtillo.  “Sono stati analizzati l’andamento climatico e i fattori che hanno determinato il livello elevato di popolazione di Drosophila che si registra in questo periodo – spiega Tommaso Pantezzi, responsabile dell’unità piccoli frutti del Centro Trasferimento Tecnologico-, e abbiamo fornito le indicazioni per il contenimento dei danni. In particolare il sistema di difesa delle reti anti-insetto appare al momento il più efficace, una valida alternativa alla cattura massale con trappole unita ai trattamenti”.

La ricerca della Fondazione Mach. Nei laboratori del  Centro Ricerca e Innovazione si sta sviluppando un nuovo tipo di trappola. Sono stati identificati una serie di composti attrattivi importanti per la D.suzukii. Questi composti sono presenti anche nel Droskidrink, la miscela che da tempo viene utilizzata in Trentino, ma la loro quantità e l’efficacia attrattiva può essere notevolmente aumentata modificando la componente microbiologica dell’innesco. Un altro settore importante è il biocontrollo.La FondazioneMach ha individuato, prima in Europa, due specie di parassitoidi indigeni. Si tratta di nemici naturali che attaccano l’ospite deponendo le uova nel suo corpo ed uccidendolo a causa dello sviluppo della larva a danno dei suoi tessuti. Questi parassitoidi indigeni sono già presenti nei nostri ambienti. “Nei prossimi mesi  -spiega il ricercatore Gianfranco Anfora– proveremo ad adottare delle tecniche di controllo tramite utilizzo di questi parassitoidi lanciandoli nell’ambiente e cercando di aumentarne l’efficacia negli agro ecosistemi”.

Fonte: Fondazione Edmund Mach