(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav, ottobre 2020). Ehi ragazzi, mi cade il coltello dal tavolo e, in pochi secondi, un’attenta quanto discreta maitre mi sostituisce l’intero set di posate. Già questo merita la citazione in un periodo, in cui il servizio in sala pare un optional. Luogo del “miracolo” di professionalità è il “Tribeca”, nuova proposta culinaria, coraggiosamente aperta in tempo di Covid in località Gazzera, a Mestre (VE), da uno dei fratelli “Dai rossi”, marchio riconosciuto fra le affermate pizzerie della Terraferma veneziana. Autore del calcolato azzardo è Luca Piovan , che ha deciso di replicare la positiva esperienza in corso da anni nel locale di via Monte Grappa, sito nell’immediata conterminazione del centro mestrino.
Caratteristica del menu Tribeca è l’assenza di primi piatti, ben sostituiti da appetizer e leccornie a base di carne, in particolare, hamburger di provenienza tracciata: dalla chianina alla fassona. A farla da padrone è comunque il “crudo” anche di pesce con un originale “sushi alla veneziana”. La creatività è presente pure nell’offerta di dolci, avendo provato l’innovazione della granita sul fondo del tiramisu. Buona la selezione di vini e birre, comprese le ambrate estere. Prezzo giusto per la qualità alimentare e l’attenzione al commensale; se si è predisposti a riconoscere tali valori, Tribeca è una scelta giusta, altrimenti è vietato lamentarsi dell’industria del fast-food!
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