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Uova contaminate al Fipronil, una truffa ad ampio spettro

“Si è parlato di responsabilità dell’agricoltura «industriale» e delle multinazionali, fino a collegamenti arditi che associavano le uova contaminate alle gabbie in batteria. Ma è tutto falso. Quello delle uova al Fipronil è una truffa che ha colpito tutti, anche le piccole aziende e quelle del biologico”. Lo ha detto all’Informatore Agrario Alain Masure, direttore del Centro studi della Federazione dell’agricoltura della Vallonia (Belgio), in merito allo scandalo delle uova contaminate comparso anche in Italia.

L’inchiesta fa luce sulla partita del trattamento antipulci «dei miracoli» con cui un’azienda olandese ha truffato centinaia di allevamenti di galline ovaiole  aggiungendo al prodotto autorizzato il Dega16, l’insetticida incriminato. Secondo gli investigatori, che ora indagano sul sospettoso silenzio degli olandesi, gli ignari agricoltori hanno creduto a una soluzione spacciata dai truffatori come ideale per assicurare risparmio economico ma anche taglio del numero dei trattamenti chimici e meno stress per gli animali. “Abbiamo anche sentito dire che con il bio certe cose non succedono – ha aggiunto Masure – ma il Dega16 è autorizzato anche per gli  allevamenti biologici. La polemica sulla tipologia di allevamento poi è totalmente fuori dal mondo, perché ha riguardato tutte le categorie di produzione, a terra come in gabbia“.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

Uova al Fipronil: Regione Veneto avvia piano controlli nei centri imballaggio e lavorazione

In relazione alla presenza nelle uova di Fipronil (antiparassitario per cani e gatti, il cui utilizzo è vietato nella catena alimentare umana), rilevata in alcuni paesi europei, la Giunta regionale del Veneto ha disposto l’avvio di un piano di controlli a campione sugli stabilimenti di imballaggio e di trasformazione delle uova presenti nel proprio territorio.

I controlli, affidati ai Servizi di Igiene alimenti di origine animale delle Ulss, sono intensificati nelle tre province dove le attività di avicoltura sono più presenti: Rovigo, Verona e Vicenza. Organizzati secondo il piano e le modalità predisposte dal Ministero per la Salute, gli interventi di controllo hanno scopo precauzionale, al fine di garantire la salubrità delle uova e del pollame prodotti e distribuiti in Italia e la salute dei consumatori. “Il piano di controlli interesserà il 20 per cento dei 41 centri di imballaggio attivi in Veneto, e tutti i nove stabilimenti di trasformazione presenti – informano gli assessori alla Sanità e all’Agricoltura della Regione Veneto – Sulla base degli esiti di questa prima fase di campionamento, si valuterà se predisporre uno specifico piano di controllo regionale anche sugli allevamenti, tenendo contro dell’evoluzione della situazione epidemiologica dell’influenza aviaria”.

L’emergenza per il Fipronil nelle uova, va ricordato, prende le mosse in alcuni paesi europei, in particolare Belgio e Olanda, nei cui allevamenti di galline ovaiole risultano essere stati effettuati trattamenti di disinfezione con l’impiego di sostanze, quali il DEGA 16, addizionato illecitamente con il Fipronil, insetticida non autorizzato per gli animali di produzione alimentare, perché nocivo per l’uomo. Non si può escludere in via assoluta che trattamenti analoghi possano esser avvenuti anche negli allevamenti italiani – osserva la nota con cui il Ministero per la Salute sollecita piani di controllo regionali – visto che le autorità belghe in un primo momento avevano sostenuto che il disinfettante addizionato con Fipronil era stato commercializzato anche in Italia, salvo poi smentirlo successivamente.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto