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Alimentaristi artigiani e decreto dignità, Malinverni: “Nessuna speranza per le nostre imprese che sono nella terra di mezzo, né agricole né commerciali, serve una norma ad hoc”

Christian Malinverni

“Pasticceri, panificatori, lavorazione carni e caseari ma anche birrai e ristoratori e molto altro. Sono le imprese dell’alimentazione artigiana, quasi seimila in veneto luogo di lavoro per 25mila persone, che pur trasformando materie prime spesso dell’agricoltura e lavorando a stretto contatto con tutto quello che riguarda il turismo e la recettività della nostra magnifica regione, risultano le più penalizzate dal decreto dignità. Terra di mezzo senza tutela e speranza”. La denuncia arriva da Christian Malinverni, presidente regionale della federazione alimentazione di Confartigianato.

Rischio esclusione. Spiega Malinverni: “Gli emendamenti presentati sui voucher nel corso dei lavori parlamentari ed accolti dal Governo, se non verranno corretti (dopo il via libera alla Camera del 2 agosto scorso, ora Ii testo passa in seconda lettura al Senato, ndr), rischiano di lasciar fuori un’ampia gamma di imprese come le nostre della alimentazione e della ristorazione che, pur operando nella trasformazione di prodotti agricoli, non possono però beneficiare della analoga nuova condizione limitata al ripristino dei voucher in agricoltura”.

Necessario un intervento normativo ad hoc. Prosegue Malinverni: “Il nostro settore, tra i pochi in crescita in questi anni difficili per la piccola impresa, ed indubbiamente rappresentante principale del vero made in Italy, pretende maggiore attenzione. Il nostro settore è un patrimonio da difendere anche attraverso l’adozione di uno strumento normativo ad hoc. Anche la normativa sulla stagionalità, già regolata dai contratti collettivi, può aiutare solo in parte le necessità a volte stringenti ed impellenti di un settore che non può aspettare per il proprio lavoro i mille adempimenti burocratici propri del lavoro subordinato: se creare figli e figliastri non va bene all’economia tanto meno va bene al nostro settore contiguo all’agricoltura”.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Veneto