“Grappa: soprattutto Trentino”. Recita così la copertina di aprile di Merum, blasonata rivista in lingua tedesca letta in tutta la mitteleuropa e riferimento per appassionati e operatori di mercato, tra cui buyers ed enotecari. Un titolo che viene ripreso dall’ampio servizio che il direttore della rivista, Andreas Marz, ha dedicato alla grappa italiana.
Su 130 campioni di grappa provenienti da tutta Italia 68 sono state quelle ritenute alla fine “pubblicabili”. Di queste 48 sono marchiate dal tridente, ovvero provengono dal Trentino. “Un successo che è il risultato dell’intensa attività di promozione dell’Istituto – spiega il presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Beppe Bertagnolli – e che conferma l’interesse sempre crescente verso i nostri prodotti, segno evidente che anche il consumatore si sta avvicinando in maniera sempre più consapevole alla grappa”.
A far la parte del leone, le piccole distillerie. Da considerare che la maggior parte delle grappe selezionate e “premiate” dalla rivista Merum, provengono da piccole distillerie che fanno della tradizione trentina il loro cavallo di battaglia. Oltre alla qualità della materia prima a distinguere il prodotto del Trentino è infatti proprio la tradizione che da tempo ha portato i distillatori a non guardare alla quantità, ma alla qualità attraverso l’impiego del sistema trentino “bagnomaria” che consente di riscaldare le vinaccia in modo indiretto. Si utilizzano alambicchi discontinui caricando nella cucurbita (il paiolo) la vinaccia insieme ad acqua e proprio qui sarà riscaldata lentamente. Fu proprio un trentino a progettare questo tipo di alambicco, Tullio Zadra. Oggi quello del “bagnomaria” è il sistema più utilizzato in Trentino perché nonostante sia più costoso e più impegnativo a livello di lavorazione, esalta la morbidezza e rende migliori profumi e aromi delle grappe.
Nel Trentino, prodotto il 10% della grappa nazionale. Buone anche le notizie relative al mercato che vedrebbero una crescita delle richieste da registrare già nei primi 3 mesi dell’anno. Dati quindi che confermano l’importanza della grappa del Trentino la cui produzione annua rappresenta circa il 10% di quella nazionale, vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri). Nel 2009 sono stati prodotti in Trentino circa 10mila ettanidri di grappa distillando 16mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.
L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino. Nato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto, oggi l’Istituto conta 29 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina e ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine e qualità: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”.
(fonte Istituto Tutela della Grappa del Trentino)
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