Nell’anno internazionale della biodiversità l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige inizia un importante percorso di collaborazione con la Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi. Il ricercatore Rocco Scolozzi farà parte, infatti, del gruppo di 184 esperti che si occuperà di studiare la conservazione della natura nelle Alpi attraverso il ripristino e il mantenimento della cosiddetta “connettività ecologica”, ovvero della possibilità per le specie selvatiche, sia animali e vegetali, di muoversi e migrare attraverso diversi ambienti.
Tra poche settimane, a Dobbiaco, si svolgerà una tavola rotonda all’interno del progetto “Ecological Continuum Initiative”. In quell’occasione il gruppo di lavoro condividerà le esperienze di regioni pilota nella realizzazione di reti ecologiche che fungono da collegamento tra aree protette e altri habitat dell’arco alpino, definendo anche progetti e strumenti applicativi. Rocco Scolozzi opera all’interno dell’area ambiente del Centro ricerca e innovazione; studia e valuta il “capitale naturale” nella prospettiva di supportare scelte e decisioni di sviluppo e pianificazione territoriale. In particolare, si occupa di servizi eco-sistemici cioè di quelle funzioni che gli ambienti naturali svolgono fornendo utilità e benessere all’uomo. In questi rientrano, ad esempio, la ricarica delle falde, l’impollinazione, la protezione dagli eventi di piena e dissesto idrogeologico.
(fonte Istituto Agrario di San Michele all’Adige)
Filed under: Ambiente, Biodiversità | Tagged: Commissione Internazionale Protezione Alpi, connettività ecologica, Dobbiaco tavola rotonda Ecological Continuum Initiative, Istituto Agrario San Michele all'Adige, Rocco Scolozzi |

Lascia un commento