La Commissione europea ha presentato un pacchetto legislativo che prevede che siano gli Stati membri a consentire, restringere o proibire le coltivazioni OGM su tutto o parte del proprio territorio. Questa procedura non comprende la scelta di vietare coltivazioni OGM per ragioni dovute alla salute e alla protezione dei consumatori. Le procedure di autorizzazione rimangono infatti competenza della Commissione, e continueranno a basarsi su valutazioni di tipo scientifico.
Di cosa si tratta. Il pacchetto consiste in una Comunicazione, una Raccomandazione sulla coesistenza delle colture OGM con quelle tradizionali e biologiche e una Proposta di regolamento per la modifica di parte della legislazione relativa agli OGM. La Raccomandazione consente un’ampia libertà in capo agli Stati membri, tendendo conto delle loro specificità. Il Regolamento, su cui è necessaria la co-decisione tra Consiglio e Parlamento, propone la modifica della Direttiva 2001/18/CE in modo da permettere agli stati di autorizzare, restringere o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati entro i propri confini. Le linee direttive non vincolanti della Raccomandazione sulla coesistenza delle colture intendono dare la possibilità agli Stati membri di evitare la presenza accidentale di OGM nelle colture convenzionali e biologiche. Inoltre permettono di implementare misure che mantengano i quantitativi di OGM nei prodotti alimentari convenzionali e biologici al di sotto della soglia di etichettatura dello 0,9%. Gli Stati potranno anche instaurare delle aree “OGM free”. La Commissione propone quindi l’inserimento di un nuovo articolo alla Direttiva 2001/18/CE, il 26ter, che sarebbe applicabile all’insieme degli OGM la cui coltura sarà autorizzata nell’UE, ai sensi della Direttiva 2001/18/CE e del Regolamento n. 1829/2003. Gli Stati quindi non dovranno più richiedere l’autorizzazione alla Commissione per quanto riguarda la questione delle coltivazioni OGM, ma dovranno solamente informarla (insieme agli Stati membri) delle misure prese a riguardo. (Fonte: ue)
Il parere di Confagricoltura. “Il nuovo quadro legislativo comunitario sugli Ogm finirà per aumentare la confusione, creando disparità di trattamento tra gli agricoltori dei vari Stati membri e disorientando i consumatori”, lamenta Confagricoltura. “Non ci è piaciuto l’atteggiamento pilatesco della Commissione che se ne lava le mani e non decide su un tema su cui andava fatta chiarezza. Attendevamo da Bruxelles soluzioni univoche per tutti gli Stati membri“. “Alla fine – sottolinea ancora Confagricoltura – si è acuito il ‘paradosso degli Ogm’ che li vuole importati dall’estero ma non coltivati, come avviene oggi in Italia e in Europa”.
E quello della Cia. “Il presidente della Cia – Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, ha commentato l’azione della Commissione Europea come “estremamente positivo il fatto che il governo comunitario non abbia voluto imporre la coltura del biotech in Europa e, invece, abbia voluto riconoscere l’autonomia dei singoli Stati. Una proposta che non è azzardato definire storica e che prende atto della forte opposizione dei cittadini europei agli Ogm, dimostrata più volte. Una proposta, quella Ue, che rafforza la posizione del nostro Paese, dove – rimarca Politi- c’è una precisa legge che impedisce di seminare prodotti biotech e che, quindi, ogni violazione, va perseguita e condannata”.
Il parere di Luca Zaia e Franco Manzato. Dal canto suo, il presidente della Regione Veneto, nel rispondere all’azione di un gruppo di contadini friulani che nei mesi scorsi ha annunciato la semina di un campo con mais Ogm, fa sapere che porterà “in tribunale e chiederemo il risarcimento danni a chiunque minacci la biodiversità dell’agricoltura veneta“. “I cittadini veneti, come dal resto oltre il 70% degli italiani – ha continuato Zaia – sono contrari agli Ogm. Una contrarietà motivata dal punti di vista tecnico dall’assenza di condizioni che garantiscano la coesistenza fra coltivazioni Ogm e coltivazione Ogm free. come previsto dalla legge”. L’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Franco Manzato ha detto che “proporrà il Veneto Ogm Free scritto in chiaro nello Statuto della Regione“, aggiungendo che formalizzerà la richiesta al presidente della Commissione Carlo Alberto Tesserin.
(fonte Veneto Agricoltura Europa/Regione Veneto)
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