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Onu: bocciati in biodiversità i Paesi del mondo

Tutti bocciati in biodiversità i Paesi del mondo. A pronunciare la sentenza è Ahmed Djoghlaf, segretario esecutivo della Convenzione Onu sulla Biodiversità, che durante una conferenza ai Kew Gardens di Londra ha accusato i governi di non fare abbastanza, ammonendoli sul fatto che se non si interviene ora si rischia di dover spendere molto di più fra qualche anno.

Raggiunto presto il punto di non ritorno. “Quello a cui assistiamo oggi è un totale disastro – afferma Djoglaf ripreso dal Guardian – nessun Paese ha raggiunto i propri obiettivi su questo tema, e stiamo perdendo biodiversità ad un tasso senza precedenti. Se continuiamo così il punto di non ritorno verrà raggiunto molto presto”. Secondo le cifre fornite dagli scienziati, il pianeta perde dalle 150 alle 200 specie di piante o animali ogni giorno, un’estinzione 1.000 volte superiore a quella naturale. Secondo l’esperto non c’é ‘concorrenza’ tra la tutela delle specie e la lotta ai cambiamenti climatici: “sono problemi strettamente legati, e non si può risolvere l’uno senza affrontare anche l’altro – spiega Djoghlaf -, invece la biodiversità è materia sempre dei ministri con meno fondi e i governi non la mettono mai ai primi posti delle loro politiche.

Piani di salvaguardia lasciati sulle scrivanie dei Ministri. Molti piani sono stati elaborati su questo tema all’inizio degli anni ’90 – sottolinea il segretario – ma sono ancora sulle scrivanie dei ministri. I vari Paesi sono legalmente obbligati ad agire, ma solo 140 hanno una qualche bozza di piano, e solo 16 lo hanno rivisto dal 1993”.

In Italia, a rischio animali simbolo come la rondine. Fra gli inadempienti c’é anche l’Italia, che aspetta una legge quadro sulla biodiversità da 16 anni, come denunciano molte associazioni ambientaliste.Una strategia è stata presentata dal ministro Stefania Prestigiacomo lo scorso maggio, e dovrebbe essere adottata formalmente entro il 2010. Nel frattempo le notizie sulle specie italiane non sono confortanti: secondo l’annuario dei dati ambientali dell’Ispra in pericolo di estinzione nel nostro paese ci sono il 40% delle piante, il 15% dei mammiferi, il 23% degli uccelli e il 66% dei rettili, e stanno scomparendo anche animali simbolo come la rondine.

I prossimi incontri. A fine anno a Nagoya, in Giappone, ci sarà una grande conferenza dei Paesi aderenti alla convenzione Onu sulla biodiversità, preceduta a ottobre da un rapporto sugli effetti economici della perdita di animali e piante, che dimostrerà come proteggere le specie adesso sia in realtà un guadagno. Una delle conclusioni sarà che salvare i benefici derivanti dalla biodiversità, dall’impollinazione alla scoperta di nuovi farmaci, costerà da 10 a 100 volte di più che salvare piante e animali che ora li forniscono.

(fonte Ansa)

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