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Per ottenere maggiori risultati a Bruxelles, necessaria una “Lobby veneta” in agricoltura

Meno diplomatici generalisti e più funzionari settoriali, soprattutto a Bruxelles. Se ci sarà un assetto istituzionale diverso dall’attuale, si chiami federale o meno, investirà in pieno anche il modo di fare imprenditoria in agricoltura, che dovrà essere supportato da una “governance” fatta di autorità europee, nazionali e regionali, autonomie locali e funzionali (Unioncamere, Università, ecc.), tutte chiamate a sorreggere la competitività del settore primario. E per far ciò, per raggiungere questo obiettivo, sarà indispensabile esserci, e per tempo, nei tavoli che contano.

L’orientamento è emerso forte dalla Conferenza regionale dell’agricoltura, tenutosi nei giorni scorsi a Legnaro (PD) nel corso dell’ultimo seminario tematico. Un percorso che terminerà l’11 febbraio 2011, con il grande incontro conclusivo. Un cammino unico, che nessuna regione a parte il Veneto ha fin’ora percorso, ma fortemente richiesto da tutto il mondo agricolo italiano. Tra i più accalorati sostenitori di questa diversa modalità di rapportarsi con gli organismi decisori delle politiche agricole, è stato Pierluigi Petrillo dell’Università La Sapienza di Roma, che, così come Gian Angelo Bellati (Unioncamere Veneto) ha evidenziato come “gli stati con assetto federale sono universalmente riconosciuti come più reattivi ed efficaci nell’erogazione dei servizi”.

E’ tempo di tecnici. “E’ prassi italiana – ha affermato Petrillo – intervenire dopo l’approvazione dei provvedimenti, talvolta disapplicandoli se ritenuti negativi e per questo rischiando di incorrere in procedure di infrazione. Ma i provvedimenti sono soltanto la sintesi conclusiva di posizioni sostanziate nei tavoli di confronto che si sono svolti nei mesi precedenti, tra gruppi tecnici e comitati. E’ costume italiano intervenire in questi tavoli con diplomatici, preparati ma generalisti. E’ ora di mandare i tecnici. Gli esperti di latte al tavolo del latte, quelli di reflui zootecnici al tavolo dei reflui. Una abitudine che vale anche per la Regione Veneto – ha proseguito Petrillo –  tanto per i rapporti con Bruxelles quanto col nazionale nella Conferenza Stato – Regioni. Va avviata perciò una concreta azione di lobbyng con i nostri rappresentanti nelle istituzioni e tutti gli “stake holders” del mondo agricolo, che superi le ideologie e le logiche di schieramento politico”. Se Maria Antonietta Greco (Regione Veneto) ha elencato poi le aziende attraverso le quali vengono erogati servizi all’agricoltura della Regione, e le loro funzioni, il fulcro del successivo confronto, moderato dalla giornalista Katy Mandurino, tra le maggiori organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo veneto, sono state le perplessità che gli operatori del settore primario mediamente hanno sull’operatività di alcuni di questi enti. Per consultare i lavori della conferenza: www.venetorurale2013.org

(fonte Veneto Agricoltura)

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