Il comparto è prossimo ad un punto di non ritorno e i rappresentanti dei Cogevo (Consorzi per la Gestione e la Tutela della Pesca dei Molluschi Bivalvi) di Venezia e Chioggia chiedono il “riconoscimento dello stato di crisi del settore”.
E’ dal 2008 che il comparto risente delle gravi morie verificatesi sui fondali costieri veneti. La produzione del Cogevo di Chioggia, in particolare, è diminuita da 1.873 alle attuali 494 tonnellate, nonostante il fermo pesca e la diminuzione volontaria delle ore di attività per favorire il ripopolamento. Il quantitativo attuale non è ritenuto sufficiente a produrre un reddito, compromesso anche dagli elevati costi che gravano sulle attività di pesca, a partire dal gasolio. Viene pertanto ribadita la necessità del coinvolgimento del comparto produttivo già nelle fasi preliminari di ogni attività che abbia impatti sui fondali o sull’ambiente marini, rendendo obbligatorio, per chi esegue eventuali lavori di escavo, di provvedere alla riqualificazione e al ripristino.
Prossima l’approvazione di 3 bandi a favore della pesca e dell’acquacoltura. Regione Veneto e Associazioni di Categoria convengono di avviare una procedura, da coordinare con il Ministero, che permetta di finanziare la demolizione di una ventina di imbarcazioni già adibite alla piccola pesca, impiegate per lo strascico entro le tre miglia, la cui posizione in graduatoria non ne permette attualmente il finanziamento, orientato soprattutto alle imbarcazioni maggiori. Si ricorda, infine, che nell’ambito della programmazione 2007-2013 cofinanziata dal FEP, la Giunta regionale approverà a breve tre bandi a sostegno della pesca professionale e dell’acquacoltura: Misura 2.1 Acquacoltura, per circa 2,5 milioni; Misura 2.3 Trasformazione e Commercializzazione, per circa 2 milioni; Misura 3.3 Portualità per circa 1,5 milioni.
(fonte Veneto Agricoltura Europa)
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