Tempo di bilancio per Coldiretti Veneto che ha riunito i dirigenti non solo per rispettare un appuntamento amministrativo ma anche per discutere con il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, delle prospettive legate al settore agricolo alla luce della crisi alimentare provocata dalle recenti psicosi collettive, delle priorità agricole sul piano energetico regionale, delle iniziative concrete connesse alla salvaguardia ambientale post alluvione, compresi gli strumenti concreti per le imprese a sostegno della competitività del nostro patrimonio agroalimentare nel mondo.
Regione fanalino di coda nell’utilizzo risorse finanziarie. Nonostante la forte propensione agli investimenti dimostrata dalle aziende, in particolare da quelle condotte da “under 40” che nel Programma di Sviluppo Rurale trovano, nella misura del primo insediamento e di miglioramento aziendale, la prima “cassa”, la Regione Veneto è fanalino di coda nell’utilizzo delle risorse finanziarie. “La causa questa volta è dell’agroambiente, o meglio – spiega Giorgio Piazza – della codificazione delle misure ad hoc per la sostenibilità ambientale dell’agricoltura che sono lontane dalla realtà operativa, poco incentivanti ed estremamente vincolanti. Così – continua Piazza – corriamo il serio rischio di restituire una parte importante delle risorse dedicate che ammontano a quasi 200 milioni di euro”.
Lo snodo è ora nell’Unione Europea. Infatti dopo anni di nostre insistenze finalmente la struttura regionale ha deciso di proporre una manovra finanziaria alla Comunità per dirottare le disponibilità sull’asse 1 “competitività”, visto lo scarso esito dei bandi agro ambientali dell’asse 2. La risposta del Governatore non è tardata e, invitando l’organizzazione al pieno sostegno dell’azione dell’Assessore competente Franco Manzato, ha continuato nella direzione della tutela ambientale assicurando un accordo quadro sulla opere post alluvione, e la massima attenzione al settore agricolo che può contribuire alla sicurezza territoriale alimentare e all’approvvigionamento energetico diffuso. Zaia l’ha definita la “terza rivoluzione industriale” che avrà come luogo non più le officine, ma i campi coltivati.
(fonte Coldiretti Veneto)
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