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Tassa sui controlli sanitari, conto alla rovescia per migliaia di aziende venete, associazioni agricole contro l’ennesimo balzello

E’ proprio il caso di dire prima il Veneto, slogan efficace anche per il decreto legislativo n.194 del 2008 altro caso di tariffa ingiusta a carico delle aziende, appunto, solo venete.Mancano solo 24 ore alla scadenza del 21 ottobre, data in cui le imprese agricole del nostro territorio dovranno pagare  la tassa sui controlli sanitari prevista dal provvedimento di tre anni fa.

Ennesimo balzello. Si tratta di una vicenda che ha visto nella nostra regione un’altalena di rimpalli tra assessorati che si sono non solo alternati, ma anche ben distanziati dal prendere decisioni in merito, come hanno invece fatto i rispettivi colleghi di Umbria, Piemonte, Lombardia, Toscana. Un balzello imposto con non chalance a carico delle piccole attività agroalimentari interessate già da una pluralità di verifiche di vario genere, che non hanno certo l’esigenza dell’ennesima imposta per comprovare la salubrità di prodotti tipici di origine regionale.

In arrivo cartelle inerenti al 2009 e al 2010. Altre amministrazioni italiane hanno prontamente rispedito al mittente tariffe e controlli con circolari ad hoc, mentre il susseguirsi in Veneto di varie interpretazioni, ha causato una disattenzione che vede ora l’invio delle cartelle di riscossione relative agli anni 2009 e 2010 agli indirizzi di migliaia di imprenditori considerati inadempienti. “Un classico esempio di rigidità applicativa – spiegano i presidenti regionali di CONFAGRICOLTURA, CIA, COLDIRETTI  – giustificabile dal punto di vista delle procedure tecniche ma profondamente ingiusto dal lato della sostanza. Sembrerebbe proprio che si voglia fare “cassa” a carico degli operatori del settore  – affermano i tre leader  precisando che i costi non potranno che scaricarsi sulle parti più deboli della filiera: produttori e consumatori.

Pronte le azioni legali. Con direttive piemontesi e lombarde alla mano, le tre associazioni professionali sono determinate a tutelare anche attraverso azoni legali, cantine e piccoli laboratori da questa beffa cosi come stabilito dalla normativa comunitaria che ha di fatto escluso la produzione primaria e trasformata da questo onere.

(fonte Confagricoltura Veneto, Cia del Veneto, Coldiretti Veneto)


 

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