Parola d’ordine “meno burocrazia”. Via carte e balzelli inutili per fare in modo che i 1.050 milioni di euro di risorse pubbliche disponibili in Veneto per il Programma di sviluppo rurale dal 2007 fino al 2013 servano realmente al loro scopo: quello di dare competitività alle aziende agricole. A chiederlo è la Confederazione italiana agricoltori del Veneto che a Padova ha organizzato presso la sala meeting della Banca BCC di via Longhin un convegno ad hoc sul Psr al quale insieme ai vertici e ai rappresentanti di Cia ha partecipato anche l’assessore veneto all’agricoltura Franco Manzato.
La semplificazione dei processi burocratici per l’accesso ai finanziamenti erogati dal Psr all’economia rurale rimane per Cia Veneto una questione aperta. Alla Regione, attraverso l’assessore e la Giunta regionale, la Confederazione domanda di accelerare i tempi di un percorso di sburocratizzazione avviato, come ha ricordato lo stesso assessore Manzato, nel 2009.E di spiegare attraverso quali azioni intende attuare la semplificazione. Per stringere i tempi Cia Veneto ha posto come termine ultimo il prossimo 11 novembre: data necessaria per dare risposte concrete agli agricoltori bloccati dal peso della burocrazia. E giorno di valenza simbolica, nel quale il mondo rurale festeggia la giornata del Ringraziamento per i frutti del lavoro dei campi: “Per far funzionare veramente gli interventi del Programma di sviluppo rurale serve meno burocrazia e più semplificazione delle procedure –ha spiegato il presidente di Cia Veneto, Daniele Toniolo-. Ora chiediamo all’assessore Manzato e alla Giunta regionale di spiegarci concretamente come intendono realizzare questo processo. Gli agricoltori non possono più aspettare le lungaggini della burocrazia. Chiediamo che entro il prossimo 11 novembre, il giorno del Ringraziamento per l’agricoltura, ci venga detto come la Regione intende alleggerire il carico della burocrazia”.
Per il Psr in Veneto è un momento importante di svolta che vede il passaggio dal programma “sulla carta” ai progetti “sul campo”. Per questo Cia Veneto ha voluto a Padova fare il punto della situazione attuale, dei finanziamenti erogati, del numero delle domande finanziate, degli interventi più ricorrenti: “Il futuro del Prs ha come obiettivo l’innovazione, l’ambiente e le azioni a sostegno delle variazioni sui cambiamenti climatici -ha puntualizzato il presidente di Cia Veneto Toniolo-. Interventi sempre più necessari per le aziende agricole venete”.
Gli agricoltori si attendono risposte anche dalla nuova Pac, la politica agricola comunitaria dal 2014 al 2020. Il piano di politica agricola comune presentato il 12 ottobre a Bruxelles prevede infatti per il nostro paese una “sforbiciata” in bilancio Ue agli aiuti diretti del 6,9 per cento, che in termini reali diventa un meno 18 per cento di contributi percepiti dagli agricoltori. Una situazione che richiede a tutti i rappresentanti del mondo agricolo, a partire dalle organizzazioni professionali, una nuova stretta di mano: “Ora più che mai il mondo agricolo ha bisogno di un patto di unità -conclude Toniolo-. Per presentarsi con proposte unitarie che aiutino ad aprire una nuova fase necessaria all’agricoltura”.
(fonte Confederazione Italiana Agricoltori)
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