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Cansiglio (BL-TV), bosco “bonsai” a causa del numero eccessivo di cervi, al via il piano di controllo

Troppi cervi equivale a meno caprioli, galli cedroni e francolini. Troppi cervi, meno latifoglie e abete bianco. La causa? Il brucamento eccessivo. Andando avanti così potrebbe essere messa a rischio la biodiversità vegetale ed animale nella Foresta del Cansiglio (Bl – Tv) per il  sovra numero degli ungulati (circa 3.000 capi stimati a fine estate 2010). Questo il dato di partenza emerso ieri nel convegno Impatto del cervo nell’ecosistema forestasvoltosi a cura di Veneto Agricoltura nella Corte Benedettina di Legnaro (Pd).

La popolazione di cervi, cresciuta nel famoso bosco dell’Alpago a dismisura e senza freni naturali da diversi anni, incide in modo sempre più marcato sull’ecosistema foresta. Ogni primavera, nella Piana del Cansiglio, giungono in massa le popolazioni di cervi – ne sono stati contati circa novecento una sera, quest’anno -, i quali durante la cattiva stagione rimangono invece nelle aree limitrofe, più calde. Partoriscono 1 o 2 cerbiatti a fine primavera e in parte abbandonano poi il territorio con l’arrivo del freddo e, soprattutto, della neve. L’impatto sulla vegetazione è pesante. Vaste aree di bosco stentano infatti a rinnovarsi a causa dei brucamenti eccessivi del sottobosco. E il danno è facilmente riconoscibile per la forma a “bonsai” che assumono le piante colpite, soprattutto abete rosso e faggio. Il bosco così non può crescere.

Giù in atto attività di dissuasione. Durante l’incontro è emerso anche, ha sottolineato Michele Bottazzo, faunista di Veneto Agricoltura, che le osservazioni di quest’anno (2011) registrano un piccolo calo della presenza del cervo in Cansiglio (circa del 20%) dovuto probabilmente all’azione congiunta della messa a dimora delle recinzioni sui prati a pascolo e dall’attività di dissuasione mediante spari con dardi esplosivi per allontanare gli animali dalle aree più delicate. Ciò non significa che il pericolo sia scampato e che ci sia un calo del trend di popolazione. Probabilmente il cervo ha ampliato l’areale e si nasconde di più e meglio.

Plurime sono le metodologie di intervento. Come sostenuto dal Prof. Maurizio Ramanzin (Università di Padova), l’approccio però del problema deve essere sistemico, valutando tutti i pro e contro, nella direzione della salvaguardia dell’intero ecosistema. Visione che porta alla necessità di intervenire con una certa urgenza. Il cervo poteva essere una risorsa, ha concluso Ramanzin, ora è un problema. E per questo il Piano di controllo del cervo in Cansiglio, approvato al fine di salvaguardare e tutelare l’ecosistema agroforestale da un’eccessiva presenza di ungulati e sottoscritto dalla Regione Veneto, dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Corpo Forestale dello Stato dalle Province di Belluno e Treviso dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie  e da Veneto Agricoltura, prevede l’abbattimento nell’area demaniale del Cansiglio 40 capi annui a cura del personale di polizia delle Amministrazioni Provinciali e del CFS e il prelievo di 360 capi (120 per provincia) in modalità caccia, e per questo inserito nei piani venatori, nelle riserve limitrofe alla Piana.

(fonte Veneto Agricoltura)

4 Risposte

  1. ma state male! non è il cervo che da problemi ma voi con le vostre corna cocciute che non capite che siamo noi umani ad aver invaso la natura.

    • Gentile Nicola,
      comprendiamo il suo disappunto, credo a nessuno piaccia uccidere animali per il solo gusto di farlo ed in effetti può sembrare discutibile che l’uomo “si arroghi” il diritto di decidere della vita di altri esseri viventi, ma siamo certi della competenza delle persone che hanno elaborato il piano di controllo e della loro visione che, se non fosse attuato, sarebbe a rischio la biodiversità vegetale ed animale di una delle foreste più integre d’Italia.

  2. Ottima decisione, e una dimostrazione lampante della utilità del prelievo venatorio mirato. Non fatevi fermare degli animalisti esaltati che vorrebbero ridurre la libertà umana a zero solo per la loro presunzione ed ignoranza.

    Daniele Santoni

    Roma

    • Buongiorno Daniele, la ringraziamo del commento ma desideriamo ricordare ai lettori l’imparzialità delle notizie da noi riportate nel sito (almeno quelle dove non è riportata la firma di un giornalista), pubblicate perché considerate di interesse generale anche quando trattano argomenti “scomodi” come quello riferito nell’articolo in questione.

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