Dal 26 febbraio fino al 7 marzo tutto il sistema idrico del Bacino del Piave è in “asciutta” per i consueti lavori di espurgo e lavori programmati su tutte le opere consorziali di difesa di sponda, manutenzione paratoie, pulitura dei canali e recupero dei rifiuti in alveo. Ma l’ assenza di precipitazioni di una certa rilevanza e le trascurabili riserve d’acqua non consentono di prevedere un parziale recupero della capacità di invaso dei serbatoi di Pieve di Cadore, dei laghi di Santa Croce e del Mis, né di mantenere invariata la riserva idrica presente. Tutto ciò può comportare il rinvio della riapertura prevista dei canali il 7 marzo.
Si spera nelle prossime previsioni di pioggia. Giuseppe Romano, presidente dell’Unione Veneta Bonifiche, si dichiara molto preoccupato per il perdurare dell’assenza di precipitazioni di questi mesi e lancia l’allarme: “La situazione è già drammatica e riteniamo a rischio la possibilità di irrigare le colture, basti pensare che, rispetto allo scorso anno, c’è stato un 70% in meno di precipitazioni nevose, le precipitazioni sono state sporadiche e comunque non significative, il tutto ha reso i laghi pressoché vuoti e verso l’esaurimento”. “Una boccata d’ossigeno spero arrivi con le previsioni di pioggia intensa previste per domenica e lunedì – conclude Romano – altrimenti considero a rischio anche l’apertura dei canali dopo il 7 marzo. Chiediamo alle autorità preposte di attivare un tavolo tecnico per gestire la emergenza”.
(Fonte: UVB)
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