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Cambia il territorio, i Consorzi di bonifica si candidano a nuove responsabilità

I Consorzi di bonifica si candidano a nuove responsabilità nella gestione di un territorio veneto sempre più impermeabilizzato: 218.000 ettari cementificati, di cui 70.000 sotto il livello del mare e mantenuti asciutti dal lavoro di circa 400 idrovore; grazie ad un forte rapporto con le Amministrazioni Comunali (circa 300 convenzioni e accordi di programma) puntano a rafforzare il ruolo di “front-office territoriale” per le comunità locali.

Le azioni da intraprendere. A fronte di ciò è quantomai chiaro il messaggio lanciato dall’Unione Veneta Bonifiche alla settima conferenza organizzativa A.N.B.I. svoltasi  a Napoli: “Serve un ulteriore articolo correttivo alla legge regionale sulla bonifica da inserire in Finanziaria 2012: se la Regione non riesce a far fronte alla carenza di risorse da destinare alle attività dei Consorzi di bonifica, la nostra proposta è di rimodulare il limite di esenzione in funzione delle disponibilità finanziarie del bilancio regionale”. A dirlo è il Presidente dell’UVB, Giuseppe Romano, che ribadisce la volontà di trovare un punto d’incontro con Servizio Idrico Integrato (S.I.I.) e Regione Veneto: “I gestori del SII, per farsi carico del contributo di scolo esentandone i residenti  urbani già allacciati a fognatura, dovrebbero aumentare le bollette. Su tali incrementi però, andrebbe applicata anche l’IVA, cosa che non avviene attraverso il contributo di bonifica, che è deducibile”.

“La tutela del cittadino viene prima di tutto: per ridurre gli oneri, ci muoveremo attivamente in Regione per disapplicare l’esonero dei contribuenti urbani. Restiamo quindi in attesa- conclude Romano – di vedere come si evolverà la questione nelle prossime sedute del  Consiglio Regionale”. Nel 2011 sono state 665.000 i contribuenti esonerati  dal tributo alla bonifica per un ammontare di 5,9 milioni di euro; una  somma che non  è stata coperta, come dovuto, dalla Regione Veneto, che ha stanziato solo 1 milione di euro, provocando, di fatto, un “buco” di circa 5 milioni ai bilanci dei Consorzi. Senza interventi correttivi, tale situazione è destinata a ripetersi anche nell’anno in corso.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

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