Coldiretti Verona scende in piazza martedì 22 maggio con gli agricoltori, i tanti studenti, le casalinghe e i pensionati che occasionalmente sono impegnati nella raccolta di frutta e ortaggi o nella vendemmia grazie ai voucher che rischiano di essere di fatto aboliti con la riforma del lavoro.
L’appuntamento è per le ore 9,30 davanti al Senato in piazza delle Cinque Lune dove saranno spiegate le ragioni della protesta nei confronti di una disattenzione che priva il settore agricolo di un importante strumento che concilia le esigenze di semplificazione delle imprese con la possibilità di garantire un sostegno alle classi sociali che più sentono la crisi. “In questi anni – evidenzia Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona – i voucher hanno contribuito alla trasparenza nel mercato del lavoro, nel rispetto delle caratteristiche e specifiche esigenze delle imprese agricole. Nella nostra provincia abbiamo utilizzato questo sistema rivelatosi utile e funzionale come dimostrano le cifre. I voucher non hanno sostituito altre forme contrattuali che, dopo l’entrata in funzione dei buoni, non sono mutate nel numero. Al contrario i voucher sono serviti a far emergere del lavoro nero, ma soprattutto hanno dato delle opportunità a imprese e lavoratori specie pensionati e studenti. Sarebbe una grave scorrettezza istituzionale procedere a modifiche specifiche della normativa lavoristica del settore essendo le rappresentanze delle imprese agricole le uniche ad essere state escluse dal tavolo di confronto durante l’iter di definizione del disegno di legge sulla riforma sul lavoro”.
I voucher nel veronese. I voucher utilizzati dalle aziende agricole iscritte a Coldiretti Verona sono stati nel 2010 53.000 e nel 2011 quasi 60.000 per un giro di affari di 600.00 euro (ogni tagliando vale 10 euro di cui, per un´ora di lavoro, 7,5 euro vanno al lavoratore e il resto in contribuzione Inps, Inail e costi). Nel 2011 le aziende committenti dei voucher sono state 745 e i lavoratori interessati sono stati circa 5.000. Di questi l’85% è rappresentato dai pensionati e il restante 15% per la maggior parte da studenti, a seguire casalinghe, cassaintegrati e disoccupati. L’utilizzo prevalente dei lavoratori “voucheristi” è nella vendemmia, ma sono utilizzati anche nella raccolta delle pesche, dei kiwi, delle mele. Le zone di maggior utilizzo sono Verona, Soave, Negrar, Caprino. “I voucher hanno contribuito alla trasparenza nel lavoro dei tanti studenti e pensionati con la minima in cerca di un reddito occasionale da percepire in forma corretta, cosa che la nuova norma cosi scritta non permetterà più – dice Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – ora questa gente, stabilmente impegnata in altre attività, non lavorerà più e se lo farà lo dovrà fare in nero perché non esiste altra forma ragionevole per intercettare questa reciproca disponibilità di studenti, casalinghe, pensionati ed imprese. Per molti giovani, inoltre, lavorare nei campi ha significato prendere contatto con il mondo del lavoro e sostenere i propri studi in un momento di difficoltà economica.
Il Veneto la regione italiana dove si usano più voucher. La Coldiretti stima che circa 200mila giovani hanno trascorso la scorsa estate nei campi dove a far crescere la loro presenza è stata anche la possibilità di utilizzare i voucher (dal primo giugno per i ragazzi dai 16 ai 25 anni di età regolarmente iscritti ad un ciclo di studi)”. Il Veneto è la regione italiana dove si usano più voucher e Verona nel 2011 è la provincia che ne ha fatto maggior ricorso. Dal 2008 a oggi degli oltre 3,345 milioni di tagliandi usati in Regione, sui quasi 24 milioni in Italia, 879 mila sono stati acquistati a Treviso e 875.088 a Verona. Inizialmente previsti per studenti e pensionati, i voucher nel 2009 sono stati estesi anche alle casalinghe e successivamente, nel 2010, ai percettori di ammortizzatori sociali, lavoratori part- time, disoccupati e inoccupati con una iniziativa di tipo temporaneo, peraltro tuttora in vigore, concepita per far fronte all’emergenza lavoro in periodo di crisi. L’ampliamento delle categorie ammesse, ma soprattutto la forte domanda da parte delle aziende, hanno proiettato i voucher in un trend di crescita esponenziale.
(Fonte: Coldiretti Verona)
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