Turismo Verde Veneto, l’associazione degli agriturismi della Cia, riunisce in assemblea i suoi associati, martedì 12 giugno, con partenza da Casale sul Sile (TV) per eleggere il nuovo presidente regionale e gli organismi direttivi. Quest’anno si tratta di un’assemblea dalla caratteristica “itinerante”. Si svolgerà infatti a bordo di una barca da turismo, lungo il Sile, fiume di risorgiva che lambisce un tratto di pianura trevigiana e veneziana per poi sfociare in laguna.
Tra gli argomenti affrontati, il nuovo disegno di Legge regionale sull’agriturismo. L’originale iniziativa sarà l’occasione per fare il punto della situazione sul nuovo disegno di Legge regionale sull’agriturismo, di fondamentale importanza per lo sviluppo del settore, sempre più caratterizzato dalla multifunzionalità e dalla varietà di servizi offerti alla comunità: come le fattorie didattiche, anche con centri estivi per i più piccoli e le fattorie sociali. Sarà presente all’assemblea il presidente del Consiglio della Regione Veneto Clodovaldo Ruffato. Partecipano anche Graziano Azzalin consigliere regionale della IV Commissione consiliare agricoltura, Renato Francescon della Direzione promozione turistica della Regione, Elena Schiavonresponsabile delle Fattorie Didattiche. All’Assemblea saranno naturalmente presenti Daniele Toniolo, presidente Cia Veneto, Valter Brondolin, direttore Cia Veneto e Giuseppe Gandin, presidente nazionale Turismo Verde.
Le proposte di modifica della legge. Gli addetti ai lavori di Turismo Verde-Cia chiedono alla Regione Veneto un impegno concreto. Attualmente l’attività agrituristica in Veneto è regolamentata dalla Legge regionale 9/97, la stessa da 13 anni. E l’ultima proposta di legge, dicono gli agriturismi della Cia, non andrebbe incontro alle modifiche introdotte dalla Legge quadro nazionale sugli agriturismi 96/2006. Su questa strada Turismo Verde ha presentato al tavolo della Regione Veneto un testo unitario contenente importanti proposte di modica al nuovo disegno di Legge, chiedendo un utilizzo sempre maggiore di prodotti propri dell’azienda agrituristica e dell’attività agricola del territorio, introducendo la priorità della tracciabilità e fissando la percentuale di prodotti tipici dell’agricoltura locale da portare in tavola negli agriturismi veneti all’80%.
(Fonte: CIA Veneto)
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