La siccità picchia duro in Veneto e sta mettendo in seria difficoltà l’agricoltura: è l’allarme lanciato da Coldiretti che ha delineato la mappa delle zone in emergenza idrica. La penuria d’acqua si fa sentire soprattutto nella Bassa Padovana, nell’area dell’Alto Veneziano e nel Polesine dove da settimane non si registrano precisazioni apprezzabili e la richiesta d’acqua per l’irrigazione è superiore alla disponibilità.
Mais sotto “stress idrico“. Si tratta del risultato della scarsità delle scorte accumulate nello scorso inverno e primavera quando le precipitazioni non sono riuscite a colmare i bacini di montagna. Ad avere la peggio in questi giorni di gran caldo sono i seminativi, in particolare il mais, che non sta maturando e crescendo a causa dello stress idrico. Ieri nel padovano, in località Sant’Elena, è bruciata un’intera coltivazione di granoturco, per sedare le fiamme sono intervenuti i vigili del fuoco e nei giorni scorsi a Porto Tolle sono bruciati 25 ettari di grano duro. Nel ricordare ai cittadini di rispettare le precauzioni base dell’educazione ambientale ed eventualmente segnalare eventi sospetti già dai primi segnali di fumo, Coldiretti evidenzia che nella campagna fra Tribano e Pozzonovo, in un vasto appezzamento di proprietà della Casa di Riposo “Beggiato” di Conselve, si registrano perdite di almeno l’80 per cento del mais. Già attivate tramite Coldiretti le procedure di segnalazione dell’emergenza ai Consorzi di Difesa Avversità competenti presso i quali le colture sono assicurate.
(Fonte Coldiretti Veneto)
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