
Due pannocchie al giusto stato vegetativo (perché irrigate già due volte l’1 e il 10 luglio) a confronto con quelle danneggiate
Non piove da oltre un mese ed in Veneto è allarme siccità. In questo scenario, che nella bassa pianura ed in particolare nelle province di Rovigo (Polesine), Padova (bassa padovana) e Venezia presenta campi riarsi dal sole ed ettari di colture danneggiate, i Consorzi di Difesa delle Attività Agricola dalle Calamità di Veneto e Friuli Venezia Giulia si sono dati appuntamento ieri presso l’Azienda Agricola Piacentini di Abano Terme (scelta a campione) per valutare insieme i danni arrecati dalla prolungata mancanza d’acqua e decidere come intervenire attraverso il supporto assicurativo.
Perdite consistenti in Polesine e bassa padovana. Oggetto della perizia condotta in modo collegiale sono le colture di mais, soia e barbabietola, maggiormente colpite dalla siccità. In particolare i dati relativi a Rovigo e Padova destano preoccupazione. Nel rodigino gli ettari coltivati a seminativi sono circa 50.000 per molti dei quali si stima una perdita superiore all’80% del raccolto. Di poco distanti i dati che riguardano il padovano che ha circa 100.000 ettari di terreno coltivati a seminativi: nel caso del mais la perdita è di circa il 50% del raccolto, seguono la soia con il 40% e la barbabietola con un danno che oscilla tra il 30% e il 40% delle colture. I dati però, sostengono i consorzi presenti, sono destinati a crescere se perdureranno le condizioni di sole e vento di questi giorni. Nel padovano si stima, al momento, che la perdita ammonterà a circa 80-100 milioni di euro relativamente alla produzione dei seminativi.
Colpite anche le colture orticole e frutticole. Nel Polesine pomodori, cocomeri e meloni stanno manifestando danni da scottatura e la ridotta pezzatura, a causa della mancanza d’acqua , influirà sui prodotti ritenuti scarti perché troppo piccoli per il mercato, portando così ad un inevitabile deprezzamento del prodotto. Anche i frutteti stanno subendo lo stesso triste destino. Diversa invece la situazione per i vigneti dove le piante soffrono meno la mancanza d’acqua e anche una sola pioggia può salvaguardare la produzione, garantendo la qualità del prodotto.
D’obbligo oramai assicurarsi. L’unica soluzione a questo tipo di calamità è la stipula preventiva di un’assicurazione, come indicato in questi giorni anche da Coldiretti Veneto, perché la situazione meteorologica instabile rende sempre più precaria la sicurezza di portare a termine la stagione produttiva per qualunque tipo di coltura: alluvioni, grandinate, trombe d’aria e caldo eccessivo stanno diventando oramai normali e come tali vanno trattati. Il suggerimento agli agricoltori è quello di stipulare polizze assicurative multirischio agendo in modo preventivo, perché non è più prevedibile quale calamità naturale si abbatterà sulle nostre campagne.
Informarsi per non essere in balia delle compagnie assicurative. “Il Condifesa Veneto – spiega il Presidente Valerio Nadal – già da diversi anni sta realizzando incontri collegiali, come quello odierno per uniformare il servizio all’impresa agricola, fornendo la consulenza e tutte le indicazioni per non essere in balìa delle compagnie assicurative, ma anzi costruire con loro le proposte più idonee a tutelare i redditi d’impresa. Non ci si può più improvvisare, in agricoltura è necessario procedere con strumenti di previsione e gestione a monte dell’eventuale danno, non a caso con il Condifesa del Friuli Venezia Giulia abbiamo attivato a partire dalla Campagna Assicurativa 2012 (dopo un’attenta sperimentazione negli anni precedenti) anche 4 Fondi Mutualistici specifici capaci di intervenire in casi di assoluta emergenza: il Fondo per soci danneggiati da alluvione ed eventi catastrofali, il Fondo per danni da gelo su actinidia, il Fondo di risemina e quello per i danni da animali selvatici”.
(Fonte: Condifesa Veneto)
Filed under: Agroalimentare Veneto | Tagged: danni siccità mais estate 2012 Veneto |
Lascia un commento