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Moria di molluschi nel Delta del Po, chiesto lo stato d’emergenza ma mancano i soldi

Manzato incontra le cooperative di pescatori del Delta del PoAprire subito un tavolo tecnico con tutti i settori interessati, per elaborare iniziative sia per una risposta immediata sia per una progettualità di medio e lungo periodo che dia sicurezza all’attività dei pescatori del Delta del Po, circa 1500 persone, per la metà donne, che lavorano in un settore produttivo apprezzato e ricercato, per il quale è anche in corso la procedura per la Denominazione d’Origine Protetta per la Cozza di Scardovari.

Moria di molluschi, perdite per 1,5 milioni di euro. Sono queste le linee d’azione tracciate nei giorni scorsi dall’assessore alla Pesca del Veneto Franco Manzato nel corso dell’incontro con il consorzio e le cooperative interessate, svoltosi nella sede consortile di Scardovari, per valutare come poter fronteggiare la moria di molluschi conseguente allo stato di anossia delle lagune deltizie, che ha causato perdite economiche valutate finora in circa 1,5 milioni, pari alla metà del guadagno in situazioni normali, e con prospetti di ripresa in tempi brevi tutt’altro che rosee. All’incontro erano presenti tra gli altri anche il sindaco di Porto Tolle Silvano Finotti, i consiglieri regionali Graziano Azzalin e Cristiano Corazzari, l’assessore alla pesca della provincia di Rovigo Claudio Bellan.

Chiesto a Roma lo stato d’emergenza, ma mancano i soldi. “Dobbiamo sgombrare il campo da illusioni – ha affermato Manzato – in una situazione dove servirebbe un aiuto immediato che difficilmente potremo avere. Come Regione siamo intervenuti richiedendo tempestivamente a Roma lo stato di emergenza per le produzioni del territorio devastate dalla siccità con effetti senza precedenti. Le nostre emergenze spesso non sono però condivise a livello centrale e non ci sono soldi. Nel caso della pesca nelle lagune del Delta, il danno si concentra proprio nel periodo di produzione tradizionalmente più idoneo, quando i molluschi raggiungono la taglia commerciale migliore”. Il caldo e la situazione idraulica delle lagune hanno fatto però abbassare il livello di ossigeno nelle acque, causando la morte del prodotto e danni alle semine. Il tutto ha innescato ha avviato una reazione a catena che ha eliminato sempre più ossigeno dalle acque. “La partita si gioca sul Polesine – ha concluso Manzato – che qui ha una delle sue maggiori ‘industrie’: dobbiamo operare in piena collaborazione tra consorzio e istituzioni, con massima serietà ed impegno”.

(Fonte: Regione Veneto)

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