Agli allevatori di conigli, una delle eccellenze dell’agroalimentare veneto a livello internazionale, vanno solo gli spiccioli. “Per ogni euro pagato dai consumatori per la pregiata carne di coniglio veneto gli allevatori incassano appena 10 centesimi” lo afferma Coldiretti Veneto sottolineando una delle tante distorsioni della filiera che la stessa Organizzazione denuncia da tempo.
Italia primo paese produttore in Europa. E nel mondo secondo solo alla Cina. Non a caso i dati della cunicoltura italiana confermano un fatturato di 340 milioni di euro mettendo l’Italia sul podio della produzione. “Siamo primi produttori a livello europeo e secondi nel mondo solo dopo la Cina – spiega Coldiretti – il 40% degli allevamenti si concentrano proprio in Veneto. Per questo la nostra regione è stata scelta per l’insediamento alla Camera di Commercio di Verona della Commissione Unica Nazionale (Cun) dei conigli vivi da carne da allevamento. Dopo la CUN suini con la firma del protocollo di intesa tra tutti gli attori della filiera anche per il settore cunicolo è operativo questo strumento che ha il compito di definire anticipatamente la tendenza di mercato e i prezzi dei capi relativi alla settimana successiva. Le CUN sono il riferimento italiano istituzionalmente riconosciuto per la formazione dei prezzi: grazie ad un sistema animato da precise regole renderà trasparente e disciplinato il mercato del settore. Da non sottovalutare la presenza di un arbitro nominato dal Ministero dell’Agricoltura che gestirà i dati reali in maniera ufficiale.
Intervenire contro le speculazioni. “L’insediamento del CUN è il primo significativo passo verso una maggior organizzazione di un comparto molto frammentato – afferma Coldiretti Veneto – che nella distribuzione del reddito vede la parte produttiva ferma al 10% “. Il prezzo pagato agli agricoltori rimane ancora troppo basso e fermo alle quotazioni di di 5-6 anni fa, fra 1,50 e 1,75 euro a kg, praticamente pari ai costi di produzione. Occorre perciò intervenire contro le speculazioni – insiste Coldiretti – garantendo una maggiore trasparenza nel passaggio dagli allevamenti alle tavole nonché introducendo l’obbligo di indicare in etichetta l’origine al pari di quanto è già stato fatto per la carne di pollo e quella bovina. Queste cifre però non lasciano alcun margine di crescita per i produttori che negli ultimi anni si sono fatti carico di notevoli investimenti per restare sul mercato ed essere competitivi. “Le nostre aziende – conclude Coldiretti – soddisfano per intero al fabbisogno nazionale della carne di coniglio, un prodotto totalmente italiano e di qualità garantita, un settore del “made in Italy” da difendere con maggiore convinzione. La carne di coniglio ha importanti qualità nutrizionali con basso contenuto di colesterolo (70 mg per 100 g ), è molto digeribile ed è ricca di proteine ( 21,5 grammi su 100 di prodotto edibile) e sali minerali (calcio, ferro, fosforo, magnesio, potassio, sodio, cloro, zolfo)”.
(Coldiretti Veneto)
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